TERNI – Il libro è la testimonianza di un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato e della legalità. Capoluongo, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza della Direzione Centrale della Polizia Criminale e fino al 2024 esperto per la sicurezza presso la Rappresentanza Permanente d’Italia all’ONU a New York, racconta dall’interno lo spirito di servizio e la dedizione con cui le donne e gli uomini delle forze dell’ordine adempiono quotidianamente al proprio dovere. “È un libro sugli eroi sconosciuti”, afferma l’autore, “cioè le donne e gli uomini che ogni giorno mettono a rischio la loro vita”. Un’affermazione che sintetizza il senso profondo dell’opera, che restituire il volto umano della legalità, andando oltre la cronaca per mettere in luce il coraggio silenzioso di chi opera spesso lontano dai riflettori.
La sicurezza, scrive Capoluongo, non è soltanto ordine pubblico: è benessere sociale, fiducia nello Stato, speranza nel futuro. Con questo spirito il volume conduce il lettore dietro le quinte del lavoro quotidiano delle forze di Polizia, attraverso una raccolta di memorie autentiche che attraversano oltre trent’anni di storia italiana e internazionale. Dall’apprendistato nel 1988 alla Scuola Superiore di Polizia fino agli incarichi alla Questura di Napoli, dove opera in prima linea alla Squadra Mobile e alla Criminalpol, Capoluongo vive da protagonista la stagione del radicale mutamento della criminalità organizzata. Gli anni Novanta segnano l’evoluzione delle mafie verso strutture sempre più complesse e ramificate, capaci di assumere una dimensione internazionale. In questo contesto si collocano le indagini sulla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo – nel libro si racconta anche l’arresto della sorella Rosetta – e sul clan dei Casalesi, in un periodo cruciale che vede la riforma della Criminalpol e l’istituzione della DIA per coordinare la lotta alle mafie.

Il percorso professionale dell’autore segue e interpreta questa trasformazione. Nel 2001 entra in Interpol e, dopo l’attentato alle Torri Gemelle, viene nominato rappresentante italiano nella Missione ONU di valutazione dell’Agenzia Antidroga in Tajikistan, Uzbekistan e Afghanistan: è il primo poliziotto italiano a recarsi in area di guerra. Seguono incarichi a Tbilisi, in Georgia, e poi ruoli di crescente responsabilità nella cooperazione internazionale di polizia: Ufficiale di Contatto Europeo Interpol per l’Italia, Direttore delle Divisioni Interpol e Affari Generali del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, fino alla nomina nel 2013 a Direttore di questo strategico servizio del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Le pagine del libro attraversano scenari complessi – dai Balcani al Medio Oriente, dal Sud America alle missioni ONU – e si chiudono con un capitolo di forte impatto simbolico: l’arresto e l’estradizione in Italia di Cesare Battisti, ricercato per terrorismo.
Ne emerge uno spaccato vivido ed emozionante di un lavoro fatto di responsabilità, sacrificio e scelte difficili. “Essere dalla parte giusta non è un motto: è una scelta quotidiana”, scrive Capoluongo, sottolineando come la sicurezza di un Paese sia strettamente intrecciata al valore delle persone che la garantiscono. Un messaggio che l’autore rivolge in particolare ai giovani: “La sicurezza della collettività, bene assoluto per una convivenza pacifica e rispettosa dei diritti, si declina soprattutto attraverso le condotte quotidiane di tutti noi… quella che mi piace definire l’etica dei comportamenti”. L’incontro alla Libreria Ubik di Terni sarà un’occasione per dialogare con l’autore e approfondire una testimonianza che unisce memoria personale e storia recente, offrendo al pubblico uno sguardo diretto su cosa significhi, davvero, stare dalla parte giusta.


