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Amelia, il teatro apre: in scena la polemica tra Comune e Pd

I Dem chiedono all’amministrazione di destra trasparenza sulle risorse economiche e sul progetto

AMELIA – Sabato il Teatro sociale di Amelia, dopo quattro anni di chiusura, riapre i battenti. Oltre alla serata di gala, in scena la polemica tra il Pd e l’amministrazione comunale. I Dem chiedono chiarezza sui conti, sui progetti, sul rapporto tra la giunta di destra e l’associazione Ameria 1792 che gestisce la struttura. «Siamo felici che il Teatro Sociale riapra le sue porte alla comunità amerina. È una bella notizia, ed è giusto riconoscerlo e dirlo. Così come è giusto ricordare – dice in una nota il Pd di Amelia –  che questo risultato si deve all’interessamento dell’allora ministro Dario Franceschini, che nel 2021 esercitò il diritto di prelazione restituendo il Teatro alla proprietà pubblica. Ma proprio perché parliamo di un luogo simbolico, di un bene identitario, di uno spazio che appartiene alla storia e al futuro di Amelia, non basta l’enfasi dell’annuncio e non basta la soddisfazione per una riapertura. Intorno al Teatro, infatti, continua a mancare ciò che più conta quando si governa una città: condivisione, trasparenza e, prima ancora, visione».

Qualche tempo fa il gruppo consiliare di minoranza aveva posto il tema con chiarezza in consiglio comunale, chiedendo quale fosse l’impegno economico concreto dell’amministrazione a sostegno della nuova gestione e della programmazione culturale cittadina. «A quella domanda non è arrivata una risposta vera. Poi, a pochi giorni di distanza, una delibera ha ufficializzato la destinazione di un contributo di 80mila euro in favore dell’associazione Ameria Teatro delle Arti, 40mila euro per il 2026 e 40mila euro per il 2027. E allora la domanda diventa inevitabile: perché non dirlo subito? Perché non spiegare con chiarezza alla città ciò che si stava decidendo? Perché, ancora una volta, questo modo non trasparente di scegliere? Inoltre, sono stati accertati in entrata fondi dal ministero della Cultura Dipartimento per le Attività Culturali: 400 mila euro complessivi tra 2026 e 2027 per un progetto che contempla la «realizzazione di attività di valorizzazione in ambito culturale, turistico e sociale». La città non conosce ancora il progetto, né quali priorità orientino le scelte dell’Amministrazione in proposito, quale idea di sviluppo culturale e territoriale ci sia sotto. Ed è qui che emerge il vuoto politico: l’assenza di un indirizzo riconoscibile, di una strategia, di una linea di politiche culturali degna di questo nome. «Su una questione così importante come la restituzione del Teatro alla comunità – tuona il Pd – il Comune avrebbe dovuto giocare da subito e fino in fondo un ruolo di guida. Avrebbe potuto chiamare a raccolta la città, ascoltare le associazioni, gli operatori economici e non della cultura, i portatori di interesse che insistono sul territorio amerino, e costruire un percorso di confronto pubblico e partecipato dal basso. Ferma restando la possibilità di legittime scelte politiche, avrebbe potuto fare del rilancio del Teatro l’occasione per aprire ad Amelia una discussione aperta e trasversale sul futuro culturale della città».

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