di Marco Brunacci
PERUGIA – Valeva la pena fare il referendum sulla giustizia solo per ascoltare l’eccellente professor Bruno Bracalente, che, insieme a Antonio Forcina, ha elaborato un lavoro sui flussi del voto.
Il no al referendum costituzionale sulla giustizia ha prevalso anche in Umbria, ma con un distacco minore rispetto a quello medio nazionale (3.4% contro 7.5%). La fedeltà rispetto alle indicazioni di voto dei partiti è stata maggiore nello schieramento del no. Una rilevante percentuale di elettori che alle europee del 2024 si erano astenuti (40%, circa 110mila persone) è tornata alle urne per il referendum.
E fin qui si sapeva.
Ma adesso il botto. In realtà annunciato già da alcuni studi statistici nazionali, ma averne conferma è sempre utile.
Il mondo oggi è alla rovescia, ma non per merito o per colpa del generale Vannacci. Si è rovesciato proprio.
Indovinate a Perugia dov’è che il No ha stravinto, seguendo le indicazioni della sinistra?
La parola al professor Bracalente: “Nell’area urbana il no ha vinto con forte distacco, nella frazioni invece ha vinto il sì. Una suddivisione che sembra non avere a che fare con la tradizione politica del voto storico ed anzi appare disegnare un rovesciamento molto netto rispetto al passato”.
Insomma gli operai a destra, i borghesi a sinistra. Il fenomeno vale per tutti i capoluoghi d’Italia e non a partire da questo referendum: vota ormai a sinistra soprattutto chi non ha preoccupazioni economiche, il posto fisso pubblico, l’intellighenzia anche pensionata, i figli che hanno genitori che li garantiscono. Il popolo della Ztl da questi è composto, insieme alla più ridotta fascia dei giovani ultra-post-sessantottini in ritardo generazionale.
Chi ha preoccupazioni economiche, sia perchè operai alle prese con la rate del mutuo o per la conferma del posto di lavoro, sia invece perchè “produttori” (partite Iva, artigiani o piccoli imprenditori che combattono col fatturato) vota a destra.
Ultimi rilievi di Bracalente: nel centrodestra si sarebbero registrati anche voti per il no, in contrasto con le indicazioni di partito. E ci sarebbero state molte astensioni, soprattutto nella Lega e in Forza Italia. Solo gli elettori di Fratelli d’Italia avrebbero seguito in modo netto le indicazioni per il sì.


