Terni segna un passo avanti nell’attuazione della riforma Cartabia con l’apertura del primo centro umbro dedicato alla giustizia riparativa. Il Comune ha siglato una convenzione con l’Istituto per la Mediazione Sistemica per attivare questa struttura in via dell’Aquila, nella zona di Borgo Rivo. Il centro, che diventerà pienamente operativo nel mese di aprile 2026, si propone come un luogo d’incontro tra vittime e autori di reato per avviare percorsi di mediazione volti a ricucire lo strappo sociale causato dall’illecito. L’assessore al Welfare Alessandra Salinetti sottolinea che questa iniziativa punta su un approccio relazionale dove il reato non è visto solo come una violazione della legge, ma come una ferita alla comunità. «Apre a Terni il primo centro in Umbria per la giustizia riparativa, un passo importante nell’attuazione della riforma Cartabia soprattutto nell’attuazione di un nuovo paradigma culturale che punta sulla riparazione del danno in un’ottica di ricucitura dello strappo sociale che si genera in conseguenza del reato» spiega l’assessore.
Il progetto prevede la partecipazione libera e volontaria delle parti, assistite da mediatori esperti capaci di facilitare il dialogo. L’obiettivo principale è la gestione del conflitto per favorire la riparazione del danno e ridurre il rischio di recidive. «La giustizia riparativa ha una funzione sociale del tutto particolare che si fonda sull’idea di una possibile ricostruzione delle relazioni sociali in risposta al reato che le ha lese. Un paradigma che considera il reato non soltanto come violazione della legge, ma come vera e propria ferita sociale, secondo un approccio relazionale che avvicina vittima, reo e comunità. Il centro è un luogo di incontro tra la vittima e l’autore del reato che riconosce il danno cagionato e si impegna a ripararlo» prosegue Salinetti.
L’iniziativa gode di un finanziamento ministeriale di 672 mila euro per un triennio, a cui si aggiunge il cofinanziamento del Comune di Terni. L’amministrazione locale coprirà i costi di locazione dell’immobile per 18.000 euro annui, oltre a 10.000 euro per le spese di funzionamento e ulteriori 10.000 euro destinati alla comunicazione esterna per il primo anno. Terni si posiziona così tra le prime città in Italia a integrare questo strumento complementare alla giustizia tradizionale. Il presidio cittadino farà parte di una rete nazionale composta da 36 centri. L’effettivo avvio delle procedure di mediazione e le relative modalità di accesso saranno comunicate ufficialmente dal Ministero della Giustizia a tutti i soggetti istituzionali coinvolti nei prossimi giorni. «Terni è stata fra le prime città italiane a mettere in pratica la riforma Cartabia, come strumento complementare alla giustizia tradizionale. Il centro di Terni sarà un punto di riferimento regionale, inserito in una rete nazionale che conta 36 presidi e che opera per attuare percorsi riparativi» conclude l’assessore.


