Bastianelli (“Fraido”) a giudizio per una battuta su Proietti. «Se si soffoca la satira, siamo tutti finiti»

Il vignettista: «L’ho detto dal palco insieme a un autore satirico come Osho: la libertà di espressione non può essere tutelata solo se è contro gli altri»

PERUGIA – «Cause legali strategiche contro la partecipazione pubblica». L’acronimo in inglese è Slapp. Qui abbiamo tradotto.
Parla Francesco Bastianelli, autore di una vignetta su un sito satirico umbro di successo, “Fraido”, per la quale è stato rinviato a giudizio in questi giorni, in seguito a una querela presentata dalla presidente della giunta regionale, Stefania Proietti.
Dice Bastianelli, che è stato recentemente assolto da una querela presentata dal vicepresidente della Regione, Tommaso Bori.
«L’ho detto a Perugia dal palco sul quale ero con un autore satirico del livello di Osho: non capisco come si possa ritenere satira da difendere come modello di libertà quella contro gli “altri” e offesa quella che danneggia invece gli amici».
Doppiopesismo? «Mi sembra evidente. La mia vignetta è stata pubblicata nei giorni in cui a sinistra si faceva a gara a chiedere a tutti di ritirare le querele a Ranucci e a Report, che non erano per motivi di satira, ma anche ben più seri. Invece è bastata una battuta per finire in Tribunale».
Gli inglesi dicono che le Slapp minacciano la libertà e il dibattito democratico. Accanirsi contro la satira è un segnale di preoccupante oscurantismo. Come reagisce Bastianelli?
«Continuando a fare vignette con battute, che, qualora non suscitino reazioni, vanno considerate non azzeccate. Ma mi auguro che il clima migliori, che sia possibile stuzzicare i potenti. Soffocare il dibattito, anche quando c’e’ un po’ di pepe, non può essere considerato un buon risultato per qualsivoglia protagonista della vita pubblica».

A thoughtful man with glasses and a beard, resting his chin on his hands, against a textured background in black and white.

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