AU. PROV.
TERNI – I tifosi alzano la voce. Sono stufi del caos che ormai si è impadronito della Ternana. E sono arcistufi dei licenziamenti a catena, dei debiti non onorati, delle zuffe mediatiche che certo non rendono il clima sereno.
La partita Ternana-Sanbenedettese, stata preceduta da contestazioni verso le gestioni che si sono succedute negli ultimi anni, compresa quella attuale. Uno striscione ha campeggiato in curva prendendo di mira gli imprenditori di prima e di adesso, quelli che giocano con i colori. Una rima facile, un concetto profondo: la Ternana non è un gioco societario, è un impegno importante sia dal punto di vista economico che delle responsabilità nei confronti della città. Parole chiare, a fronte del caos che da tempo attanaglia la Ternana e che non sembra darle tregua. Venerdì sera, al Liberati, si è visto chiaramente cosa vuol dire affidare la squadra ad un tecnico privo di esperienza, ancora in formazione, che non ha neanche il patentino per allenare e che esercita il suo ruolo solo grazie ad una concessione temporanea.
Sul fronte della conduzione tecnica della squadra, la società non sembra avere le idee chiare. A tutt’oggi, non sa se affrontare il finale di campionato e i possibili playoff con l’ex allenatore dell’Under 17, oppure rivolgersi ad un professionista di esperienza comprovata.


