Terni e il suo comprensorio possiedono «potenzialità ancora inespresse» che attendono di essere trasformate in energia collettiva. È quanto emerso dalla riunione del Coordinamento della Cisl di Terni, che ha tracciato una rotta chiara per lo sviluppo dell’area: serve un dialogo autentico tra cittadini, istituzioni e parti sociali per creare «ponti stabili» verso un futuro solido e sostenibile. Al centro del dibattito la necessità di una buona politica che recuperi lo spirito di servizio e il rispetto delle persone.
La manifattura resta il cuore dell’identità locale ma deve trasformarsi in un laboratorio di innovazione. Secondo il sindacato, le criticità che colpiscono settori come la chimica, l’automotive e la grande distribuzione vanno gestite con un modello che unisca sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. In questo contesto, la transizione ecologica e l’intelligenza artificiale non sono minacce, ma strumenti per rendere il lavoro più stabile e resiliente.
Un pilastro fondamentale della strategia Cisl riguarda la sanità e il welfare. Il Coordinamento sostiene con forza la realizzazione del nuovo ospedale di Terni, che dovrà essere una struttura flessibile, tecnologica e integrata con l’università. Per il sindacato è urgente che la Regione acceleri le fasi decisionali e progettuali, garantendo risposte rapide anche per l’ospedale di Narni Amelia. La salute pubblica è vista come il motore della coesione sociale e dell’attrattività del territorio.
Per evitare che i giovani lascino la città, la Cisl propone la nascita di un «laboratorio territoriale per l’innovazione» e sostiene la creazione di un Dipartimento universitario a Terni. L’obiettivo è fare della città un polo culturale di riferimento capace di legare formazione e imprese, specialmente nelle biotecnologie e nei nuovi materiali. Solo così, integrando il dinamismo delle nuove generazioni con l’esperienza degli anziani, Terni potrà tornare a produrre valore e a guidare il cambiamento senza subirlo.


