Clamoroso Ternana, utilizza l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero come presidenza. E non paga

Via della Bardesca senza contratto per la parte usata dal club rossoverde per gli uffici amministrativi

AU. PROV.

TERNI – La  richiesta di liberare gli uffici di via della Bardesca risale allo scorso agosto. A quando la Fondazione Leonino, subentrata alla Pia Fondazione Monsignor Tizzani, rinnova il contratto di affitto con la Ternana calcio, ma solo per la parte del terzo piano di via della Bardesca usata come foresteria. Per quella occupata dagli uffici di presidenza, invece, ne chiede lo sgombero entro 60 giorni. E se è vero che furono i fratelli D’Alessandro a sottoscrivere il contratto di locazione, è anche vero che sono seguite una serie di Pec, in cui la Fondazione Leonino ricordava alla nuova proprietà della Ternana, la famiglia Rizzo, la scadenza di ottobre 2025 per essere in regola.  Già, la regola.

Via della Bardesca non ha una destinazione d’uso direzionale. Non ce la hai mai avuta. Eppure gli uffici di  segreteria e  presidenza del club rissoderve stanno lì. Senza contratto. Anche perché nessuno si sognerebbe di depositare un atto in cui viene messo nero su bianco che uno stabile di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero con vocazione residenziale collettiva, costruito cioè per ospitare convitti, foresteria, orfanatrofi, seminari, aule scolastiche e poco più, diventi sede degli uffici amministrativi di una società di calcio.  Lo sa bene Stefano Bandecchi, che strategicamente prese in affitto tutto il piano come UniCusano fino a dicembre 2023, utilizzandolo per metà come foresteria e per l’altra metà come attività universitaria.  Poi la gestione “fai da te” di Guida e D’Alessandro, che ne hanno fatto i loro uffici di presidenza, fino ad arrivare all’appuntamento di aprile per la conciliazione tra la Fondazione Leonino e i Rizzo, che dirà chi vince il derdy di via della Bardesca.

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