TERNI – Il sindaco Stefano Bandecchi, nella battaglia per lo stadio e la clinica, ha due alleati che arrivano dalle fila dell’opposizione. Francesco Ferranti, consigliere di Forza Italia, polemizza con la sinistra. Più articolata la posizione di Valdimiro Orsini (Masselli sindaco), che chiede sia al Comune che alla Regione di riaprire un confronto politico e soprattutto di smetterla di fare a cazzotti nelle aule giudiziarie. «La sentenza del Tar dell’Umbria sul progetto Clinica-Stadio – dichiara Valdimiro Orsini – non può e non deve essere l’ennesima pietra tombale sulle speranze di rilancio della nostra città. Davanti a un bivio tecnico-giuridico, la politica ha il dovere di riprendersi il suo ruolo guida: basta con lo scaricabarile e con le battaglie di carte bollate. I cittadini di Terni non sono spettatori di un contenzioso amministrativo, ma beneficiari di diritti fondamentali — salute e sviluppo — che oggi rischiano di restare ostaggio della burocrazia. È tempo di un cambio di passo immediato».
«Al di là della legittima via dei ricorsi, che rischia di allungare i tempi in modo insostenibile, chiediamo che Comune di Terni e Regione Umbria interrompano ogni forma di isolamento istituzionale. È necessario sedersi immediatamente attorno a un tavolo tecnico-politico con un unico mandato: trovare la soluzione, non l’ostacolo. La clinica privata d’eccellenza deve essere considerata per quello che è, un volano di sviluppo che integra, potenzia e completa i servizi pubblici, offrendo ai ternani standard di cura elevati e riducendo drasticamente le liste d’attesa. Per quanto riguarda il nuovo Libero Liberati, Terni merita un’infrastruttura all’altezza delle sue ambizioni sportive e urbanistiche. Lo stadio è il simbolo di una città che vuole tornare a correre e produrre ricchezza».
«Basta alibi – sollecita Orsini – se la strada finora percorsa ha trovato un intoppo giuridico, è compito di chi guida Comune e Regione trovarne un’ alternativa, solida e inattaccabile. Non accetteremo che la burocrazia diventi l’alibi per l’immobilismo. Terni ha già pagato un prezzo troppo alto in termini di tempo perso. Ora serve la ferma volontà politica di superare le divergenze e agire nell’interesse esclusivo della comunità».
E serve non brindare contro gli interessi di crescita del capoluogo. Francesco Maria Ferranti reputa che «l’esultanza delle sinistre che governano l’ Umbria, per la bocciatura da parte del Tar del progetto stadio clinica, sia un atto gravissimo».
«In un contesto politico normale le amministrazioni dovrebbero lavorare congiuntamente a superare le eventuali criticità di una progettualità – sottolinea Ferranti – per favorire la crescita di un territorio e creare posti di lavoro. Nel prossimo consiglio comunale di lunedì 30 marzo, presenterò un atto che chiederò sia discusso subito, un documento nel quale, oltre a sollecitare un doveroso appello al Consiglio di Stato, si sottolinei nuovamente la volontà della città a veder partire questa progettualità.
Sarò curioso di vedere se il centro sinistra a Palazzo Spada, dopo il voto contrario all’ accordo di programma tra comune e regione, per velocizzare la realizzazione del nuovo ospedale, sarà contrario anche alla realizzazione della principale operazione economica ad oggi progettata per Terni».


