TERNI – La tappa ternana della campagna «Ecogiustizia subito», svoltasi lo scorso 11 marzo 2026, ha segnato un punto di svolta per le realtà associative del territorio. La giornata è iniziata con un flashmob simbolico a Papigno, alla presenza dell’ex portavoce nazionale del Forum Terzo Settore Vanessa Pallucchi. I partecipanti hanno dato vita a una partita di calcio davanti ai cancelli chiusi del SIN, l’area che ingloba l’unico campetto sportivo della frazione, per denunciare l’urgenza di restituire alla collettività spazi di socialità sicuri e bonificati. Nel pomeriggio l’iniziativa si è spostata in Piazza della Repubblica e successivamente nella sala consiliare di Palazzo Spada. Qui è stato presentato il Patto di comunità alla presenza del direttore generale di ARPA Umbria, Alfonso Morelli, e dell’assessore all’ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca. Durante l’incontro, ARPA ha fornito un contributo tecnico sull’andamento degli interventi di risanamento, confermando una costante disponibilità al dialogo. Anche la Regione ha riconosciuto il valore dell’iniziativa, sottolineando quanto la questione del SIN sia cruciale per la vivibilità di Terni.
Il Comune di Terni, sebbene invitato in qualità di soggetto attuatore degli interventi, non ha preso parte alla conferenza. Il giorno successivo l’amministrazione ha però contestato le dichiarazioni delle associazioni, accusandole di non riportare la verità. Le realtà promotrici, tra cui ARCI, ACLI, Azione Cattolica italiana, AGESCI, Legambiente, Libera, Il Castello di Papigno, Comitato SOS Verde pubblico Terni, Mi Rifiuto, Pensare il domani e Pro Natura Terni APS, hanno replicato sottolineando come i dati presentati arrivino proprio dagli enti tecnici preposti. A 25 anni dall’inserimento dell’area nell’elenco dei Siti di Interesse Nazionale, i cancelli chiusi di Papigno restano la prova tangibile di un risanamento non ancora completato. Per questo motivo, la coalizione delle associazioni rinnova la disponibilità a un incontro pubblico con i tecnici e gli amministratori comunali. L’obiettivo resta quello di costruire un dialogo costruttivo e una collaborazione tra istituzioni e società civile per un territorio che attende risposte da troppo tempo.


