di Marco Brunacci
TERNI – E’ stato il giorno del secondo giudizio (ma ce ne sarà un terzo) per Cico Ferranti, vicepresidente della Provincia di Terni e unico consigliere comunale a Terni di Forza Italia: il livello romano lo ha sospeso per 15 mesi dal partito, riformando la sentenza a livello umbro che gli aveva comminato 24 mesi di sospensione.
La storia non è terminata perchè Ferranti ha annunciato ricorso in sede civile al Tribunale di Roma, entro i 6 mesi previsti dalla notifica del provvedimento.
Ma è stata anche una giornata importante per il leader azzurro ternano Raffaele Nevi: ha vinto la battaglia con Ferranti (sul risultato della guerra manca però l’ultima parola del Tribunale) ma in questa maniera Forza Italia ha perso l’unico consigliere comunale che aveva. Anche se, qui va aggiunto, che Ferranti reclama di poter essere ancora definito rappresentante di Forza Italia per mandato degli elettori.
Quest’ultimo fatto però è irrilevante per il percorso politico che si è messo in moto: ragionevolmente non può essere un partito senza rappresentanti in consiglio comunale a esprimere il prossimo candidato sindaco del centrodestra. Il quale, a questo punto, è un fatto interno di Fratelli d’Italia, sempre che Bandecchi non si allei, in questi mesi, con il centrodestra a livello nazionale, in vista delle elezioni parlamentari, come si ritiene ormai da diverse settimane.
Se toccherà a Fdi, magari insieme a Bandecchi, appare scontato che tramonti la candidatura a sindaco dell’avvocato azzurro De Angelis, che tra l’altro è stato anche leader ternano del Sì e non ha certo fatto un risultato di cui vantarsi (i detrattori dicono che il Sì abbia perso anche nel seggio dell’onorevole Nevi, ma questa informazione va sottoposta a fact checking).
Se Nevi ha avuto soddisfazione con Ferranti, deve però ora combattere con indiscrezioni (che sono state riportate in queste ore dall’agenzia nazionale Ansa), secondo le quali il suo ruolo di portavoce del partito sarebbe a rischio nel riassetto in corso nel partito.
Ma su questo fronte poco si saprà, finchè non si sarà svolto l’atteso confronto tra il segretario Tajani e Marina Berlusconi.


