Guerre stellari/ Riusciranno i nostri eroi a riprendersi Asm, inopportunamente finita fuori dall’orbita del Comune di Terni? E chi oserà sfidare la Regina delle acque?

Una storia diventata lunare, col Consiglio comunale unanime dietro al sindaco, che chiede – inascoltato – ad Acea di riscrivere i patti parasociali e magari cercare insieme una nuova manager, visto che è diventata «la donna più potente di Terni» (Bandecchi dixit)

di Marco Brunacci

TERNI – Cosa sta succedendo all’Asm di Terni? E’ possibile che ci sia una situazione tale che 29 consiglieri su 29 presenti votino per dire stop all’attuale governance?
Chi è Tiziana Buonfiglio, la regina delle acque, “la donna più potente di Terni” (Bandecchi dixit)? Una Biancaneve che, come ti giri, magari si scopre regina cattiva accessoriata con tanto di mela avvelenata?
Fermi tutti, prendere fiato: l’Asm è l’azienda che fa il bello e il cattivo tempo nei servizi a Terni. Rifiuti, distribuzione elettrica, idrica, gas, illuminazione pubblica e chi più ne ha più ne metta. Tiziana Buonfiglio, leader di Asm, che è già una portaerei, è anche responsabile per il centro Italia del gigante Acea, azionista di riferimento di Asm. E qui finisce che se hai bisogno di un bicchier d’acqua da San Giustino fin vicino a Orte e lei non è d’accordo muori di sete, essendo lei anche a capo di Umbria Acque.
Sarà mica troppo? Si chiede il nuovo Stefano Bandecchi, finanche castigato nelle espressioni, adesso che ha al suo fianco il più etereo Tagliavento al posto dell’incombente Corridore.
“Per me fin dall’inizio in questo caso ravviso un conflitto di interesse”, cesella il sindaco nella sua impareggiabile versione Spring-summer 2026.
E comunque: “Tiziana Buonfiglio è la donna più potente di Terni – ribadisce – e non è possibile lasciare tutto questo potere a un’azienda privata”. Finale: “In queste condizioni il Comune che ci sta a fare?”.
Solo il Signore sa come si sarebbe espresso, nel periodo aureo, il peso massimo sindaco Bandecchi, che qui lifta il diritto per colpire con garbo di rovescio.
Ma il concetto non cambia: “Via subito questi patti parasociali”. Per spiegare a tutti: è possibile che Acea decida, tramite Buonfiglio, budget, investimenti, strategie e tutto quello che gli viene in mente, col 45% di Asm, mentre il Comune resta lì a pagare la bolletta della luce con il suo 54% e spicci?
Non vogliamo farvela lunga, preziosi lettori, ma qui si arriva il redde rationem tra poco pochissimo. E altro che storie: mi sa che o Buonfiglio molla o Bandecchi si ricorda dei giorni felici e spensierati di quando era “manoni rotanti” e prova a sfrattarla. Può farlo? Con tutto il consiglio comunale dietro di lui difficile dirgli di no.
Che succederà?
Biancaneve Buonfiglio può prendere atto che a Terni ritengono inammissibile che abbia tutti questi incarichi, saluta i sette nani e si avvia all’uscita. Invece sarebbe brutto che si trasformi in regina e via a distribuire mele avvelenate nel bosco.
In ogni caso, a Terni si interrogano in tanti: se oggi nel mondo c’è Trump e a palazzo Donini Proietti, possibile che ci sia sempre e solo Buonfiglio a guidare i delicati meccanismi di rifiuti e acqua? E ci sia solo il colosso Acea che determina a sua discrezione i destini dei servizi dell’Umbria? Non vorrà mica che la piccola regione si senta bullizzata?
Allora, eravamo rimasti a come finisce la sfida.
Aurei consiglieri ternani suggeriscono: se c’è spazio per ragionare verranno rivisti i patti sociali, come richiesto da sindaco e consiglio comunale, preferibilmente senza andare in tribunale.
Insieme a questo, ci si mette intorno a un tavolo e magari si cambia anche la manager, sicuramente la più brava di tutti, ma che, vista la quantità di incarichi, dovrebbe essere anche un po’ onnisciente e altrettanto onnipresente. Ed è un dono dall’alto che anche quelle brave restino con i piedi per terra.

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