Il capogruppo di FDI Pastura interviene sui conti del comune

«Sulla carta equilibrio ma pesano i retaggi del passato e le scelte del presente»

TERNI – Il documento contabile del 2025 del Comune di Terni ha ufficializzato un risultato di amministrazione con segno positivo. Tuttavia, secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura, questo dato non deve trarre in inganno. Una lettura più approfondita dei numeri rivelerebbe infatti una situazione finanziaria ancora fragile, condizionata pesantemente dalle gestioni precedenti e da alcune scelte attuali che non sembrano convincere l’opposizione.

Pastura sottolinea come l’uscita dal dissesto avvenuta nel 2024 sia solo il primo passo di un percorso ancora lungo e tortuoso. «Parliamo di una massa debitoria superiore ai 50 milioni di euro, tra debiti certi e contenziosi, che ancora oggi vincola una parte rilevante delle risorse comunali. Questo significa che il Comune è costretto a destinare fondi presenti e futuri per chiudere il passato limitando inevitabilmente la capacità di investire sul futuro» spiega l’esponente di Fdi. La critica politica è netta nel ricondurre l’origine di questo debito alle amministrazioni di sinistra che hanno guidato la città negli anni passati, definendo la situazione come un’eredità che graverà sui cittadini ancora per molto tempo.

Oltre alle responsabilità storiche, l’analisi si sposta sulla gestione presente. Il bilancio evidenzierebbe una riduzione del margine di manovra per la gestione ordinaria e la programmazione di interventi strutturali. Sotto la lente finiscono in particolare le spese sostenute per gli eventi legati al Natale e a San Valentino, che non avrebbero prodotto il ritorno economico sperato per il territorio. Critiche anche per il progetto Cantiere Comune: nato per internalizzare i lavori, continuerebbe a fare ampio affidamento su ditte esterne, rischiando di aumentare i costi invece di ottimizzarli.

Secondo Pastura, mancherebbe inoltre il coraggio di attuare misure concrete a sostegno di chi è in difficoltà, come una «rottamazione» dei crediti comunali regolamentata dall’Ente per favorire il rientro dei debiti di cittadini e imprese. Anche sul fronte dello sviluppo e della ZES, l’azione amministrativa viene giudicata poco incisiva e priva di una visione strategica capace di attrarre investimenti. «Oggi più che mai serve una gestione rigorosa, capace di distinguere tra spesa utile e spesa improduttiva e allo stesso tempo una visione chiara sul futuro» conclude il capogruppo, ribadendo che le scelte odierne saranno decisive per permettere a Terni di superare definitivamente le criticità ereditate dal passato.

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