di Marco Brunacci
PERUGIA – Sono 16 mesi che la presidente Proietti guida la Regione, ma parlare di lista d’attesa in sanità è un tabù.
L’ultimo dato dice: 72 mila ritardi. E’ abbastanza ragionevole pensare che ce ne siano qualche migliaio in più, ma soprattutto è certo che ci si sta allontanando da un possibile intervento organico per tentare una riduzione che porti almeno alla quota raggiunta dal centrodestra (44 mila) e che al centrosinistra è servita per dire che la sanità regionale era allo sbando. Ora cosa si dovrebbe concludere? Che siamo al caos più totale?
Però, ancora: il piano organico della Regione deve necessariamente passare per una nuova intesa con gli operatori della sanità privata.
L’attuale scade a fine mese. Le strutture convenzionate, in questi mesi, hanno consentito di tenere a galla la barca della sanità pubblica umbra.
Oggi non si chiude la trattativa sostanzialmente per una questione di immagine. A quanto pare la presidente Proietti sa che il numero dei servizi ai cittadini si reggono grazie ai privati convenzionati e le liste d’attesa non finiscono fuori controllo perchè solo così funziona. E però non deve ammetterlo davanti ai sostenitori della “sanità solo pubblica” della coalizione che le ha consentito di vincere le elezioni.
Quindi in campagna elettorale sono state dette evidenti bugie, ma non è questo il tema. Il tema è che chi governa deve trovare la soluzione. E dopo 16 mesi siamo ancora a quelle bugie. Questo è un gran problema per tutti i cittadini e per i cittadini pazienti in particolare.
Ecco allora che veniamo al dibattito di poche ore fa in assemblea legislativa, il quale dimostra due cose di forma e una di sostanza.
La forma:
- il pacchetto di mischia della maggioranza di sinistra continua a lavorare come un rompighiaccio. La tattica è: mai fermarsi, mai accettare il confronto. Il metodo lì per lì funziona, ma il limite è che prima o poi aree della maggioranza si dissocino e mostrino come questo unanimismo festante sia solo di facciata, oltre che un po’ pittoresco, come dire, alla coreana (quella del Nord, ben inteso).
- si continua a non voler fare i conti con la realtà, non si fa pace con quelle indicazioni di buonsenso che dalla realtà arrivano.
La sostanza:
il centrosinistra di governo umbro ha rifiutato di inserire nel cosiddetto decreto Omnibus, una precisa norma di trasparenza per conoscere, ogni mese, a che punto della notte siamo con le liste d’attesa.
Una cosa da sentinelle del passato, molto utile se si vuol cercare di dare una soluzione ai problemi. Meno utile, magari, alla propaganda.
Così i consiglieri di opposizione hanno buoni motivi per denunciare: “La maggioranza di sinistra ha compiuto oggi un atto gravissimo bocciando, senza alcuna spiegazione, l’emendamento al disegno di legge ‘Omnibus’ presentato dal centrodestra che introduceva un obbligo semplice e di buonsenso: la pubblicazione mensile dei dati sulle liste d’attesa sanitarie. Un gesto politico chiaro volto a impedire ai cittadini umbri di conoscere la verità”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc).
“L’emendamento – proseguono – non prevedeva nuovi costi, non richiedeva nuove strutture, non comportava alcun aggravio per il bilancio regionale. Si limitava a utilizzare strumenti già esistenti per garantire trasparenza, informazione e tutela. È stato bocciato perché la trasparenza, evidentemente, fa paura. Chi governa e rifiuta di rendere pubblici i dati dimostra di avere qualcosa da nascondere. E oggi è evidente cosa: il fallimento totale della gestione delle liste di attesa e più in generale della sanità umbra. La presidente Proietti, in campagna elettorale, con tanto di megafono davanti agli ospedali, aveva promesso di azzerare le liste d’attesa in pochi mesi. Oggi la realtà è drammatica, con oltre 72 mila cittadini in attesa di una prestazione sanitaria. In molti casi alcune richieste non vengono nemmeno prese in carico. Sempre più spesso, soprattutto anziani e persone fragili, sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri per effettuare esami e visite. Di fronte a questo scenario, la scelta della maggioranza è stata quella di nascondere i dati, per evitare che i cittadini possano vedere cosa sta accadendo davvero. La presidente Proietti, che quei dati li conosce perfettamente, ha scelto di negarli agli umbri”.
Conclusione: “I cittadini umbri vivono le liste d’attesa ogni giorno sulla propria pelle e conoscono bene queste difficoltà. Da oggi sanno che chi li governa non solo non risolve i problemi, ma fa di tutto per nascondere loro la verità”.


