SPOLETO (Perugia) – E’ venuto a mancare oggi (sabato 28 marzo) il maestro Sergio Bizzarri. Pittore e artista conosciutissimo, stimato e apprezzato in Umbria e fuori dai confini regionali, aveva 94 anni. Con queste parole del sindaco Andrea Sisti e dell’amministrazione la sua amata Spoleto lo piange: “L’amministrazione comunale e la presidenza del Consiglio comunale esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del Maestro Sergio Bizzarri, illustre pittore spoletino e figura di riferimento della cultura cittadina. Artista straordinario e instancabile, Sergio Bizzarri ha dedicato oltre settant’anni della sua vita alla pittura, distinguendosi per la sua capacità espressiva e per l’originalità del suo linguaggio artistico, che lo ha portato a esporre in Italia e all’estero, contribuendo a diffondere il nome di Spoleto nel mondo. Considerato il “maestro del colore” e decano dei pittori umbri, ha rappresentato per generazioni un esempio di passione, dedizione e amore per l’arte”. Si legge ancora nella nota di cordoglio: “Con la sua scomparsa, la città perde non solo un grande artista, ma anche un prezioso testimone della propria identità culturale, profondamente legato al territorio e alla sua storia. Alla famiglia, agli amici e a quanti lo hanno conosciuto e stimato, giungano le più sentite condoglianze da parte dell’intera comunità”. I funerali sono fissati per lunedì 30 marzo alle 10.30 nella basilica di San Gregorio Maggiore.
La vita di Sergio Bizzarri
Artista autodidatta, Bizzarri manifesta sin da adolescente la passione per l’arte, la pittura; tuttavia la prematura scomparsa del padre lo costringe appena tredicenne ad avviarsi al mondo del lavoro, che troverà, come apprendista litografo, nella tipografia spoletina Panetto e Petrelli.
Al lavoro e alla pittura alterna lo studio della musica che lo porterà appena diciottenne a far parte dell’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto.
La sua vera autentica passione è però sempre stata la pittura per cui negli anni cinquanta abbandona la musica per dedicarsi completamente all’arte pittorica.
Negli anni Cinquanta partecipa a varie esposizioni italiane. In questa fase la sua opera si caratterizza soprattutto per il “monocromatismo” e le figure umane e animali sono rappresentate sempre in nero.
Negli anni Sessanta varca le porte del contesto internazionale. Le sue opere vengono esposte a Parigi e presso molte gallerie italiane.
Nel 1958 nasce a Spoleto i l “Festival dei Due Mondi” del Maestro Gian Carlo Menotti. Bizzarri ne intuisce l’importanza e con i suoi amici pittori crea nella zona dell’Antica Spoleto le “Gallerie d’Arte nelle Cantine e nei Fondi delle case popolari “. Parallelamente aumentano le sue partecipazioni a Mostre e Fiere d ‘Arte sempre più prestigiose in Italia, arrivando anche in Australia, Canada, Stati Uniti, Giappone, ecc.
Negli anni Settanta lascia il lavoro per dedicarsi completamente alla pittura e trasferisce il suo studio in un vecchio Castello di un piccolo paese dello spoletino, Montebibico. Alla fine dell’estate di quell’anno crea nel Castello stesso, circondato da lussureggianti boschi di castagno e a contatto diretto delle sue creazioni artistiche per i suoi amici ed estimatori, gli “Incontri d’Autunno” che si rivelano apprezzatissimi. Molti di loro sono felici di trascorrere almeno un giorno in questo borgo di montagna, tra arte, natura e cibo genuino.
Nel 1977 per i suoi tanti e diversi meriti, Bizzarri viene nominato Cavaliere della Repubblica Italiana.
Nel 1984 Bizzarri sente sempre più forte e vivo il desiderio di ritornare a dipingere nella sua Spoleto. Il fascino dei vicoli, le stradine le atmosfere, i ricordi dei tanti amici pittori con i quali aveva condiviso l’avventura dei primi anni del Festival dei Due Mondi, il vecchio studio di Via del Duomo, ecc. lo portano a questa decisione.
Al suo ritorno però molti dei vecchi colleghi non sono più in vita. Decide allora di omaggiare quei personaggi spoletini e non, organizzatori del Festival, mecenati, attori, registi, musicisti, scrittori, operatori etc istituendo il “Premio Simpatia Bizzarri”. Il premio è assegnato ininterrottamente fino al 2011 e, nonostante si trattasse di un piccolo evento rispetto al Festival, risulta da subito molto apprezzato e ambito.
Nel 1992 la Regione Marche ed il Comune di Ancona organizzano nel palazzo degli Anziani di Ancona la Prima Mostra Antologica del Maestro Bizzarri, con la presentazione del critico d’arte Dario Micacchi dal titolo “40 anni di pittura dall’ informale al figurativo”. La stessa mostra antologica, ampliata ed arricchita degli ultimi lavori, viene ripresentata nel 2008 dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia, all’interno della prestigiosa Rocca Paolina a Perugia.
Nel 2011 il Sindaco di Norcia Gian Paolo Stefanelli mette a disposizione, in modo permanente, dell’ormai ottantenne Maestro Bizzarri, 4 sale per esporre 39 opere di diversi periodi che l’artista dona alla Città di Norcia.
L’ iter artistico del Maestro Bizzarri a questo punto sembra concluso. Nell’ estate del 2014, invece, mentre passeggia con in braccio la piccola Gaia che lo aveva reso bisnonno qualche giorno prima, in riva al mare, intravvede sul bagnasciuga alcuni piccoli e curiosi sassi e ne raccoglie alcuni. Qualche giorno dopo, nel suo studio riprende quei sassi sputati dal mare Tirreno. Li pulisce e li osserva. E’ la fine. O meglio, è l’inizio di una nuova fase artistica.
Quei sassi dalle forme strane e dai materiali così diversi rimandano a immagini misteriose che, con i loro sussurri, attraggono inspiegabilmente il Maestro al punto di volerli far sposare alla sua arte, ai suoi colori, ai suoi sentimenti, al suo pensiero, al suo essere.


