Palazzo Spada, la riunione è segreta ma le urla sono pubbliche

Sospesa la Commissione Garanzia e Controllo per una rissa verbale tra Francesco Ferranti e Guido Verdecchia

AU. PROV.

TERNI – La Commissione garanzia e controllo è segreta. Il pubblico non può partecipare e gli atti sono coperti da riservatezza amministrativa, ma giovedì sera le urla della IV Commissione si sono sentite non solo in tutto il Palazzo ma anche in tutto il cortile rinascimentale. Una vera e propria rissa verbale che ha portato alla interruzione dei lavori prima, e alla chiusura anticipata della riunione poi.  Lo scontro, durissimo, si è verificato tra il consigliere di Forza Italia, Francesco Ferranti, e quello del Gruppo Misto, Guido Verdecchia. Sono volate parole durissime, compresi i riferimenti al presunto abuso di alcolici.

Tutto è iniziato quando Guido Verdecchia avrebbe imputato a Francesco Ferranti di filmare i lavori della Commissione con il suo telefonino.  Una operazione proibita proprio perché la Commissione non è pubblica. Ferranti ha respinto l’accusa. Il confronto  presto è trasceso, con epiteti vari e con accuse incentrate su presunti vizi personali.

Una lite furibonda, che gli altri commissari hanno anche cercato di placare frapponendosi fisicamente tra i due. Ma gli inviti alla calma e al buon senso non sono serviti a nulla. I lavori sono stati interrotti e rinviati a data da destinarsi.  

Il clima all’interno di Palazzo Spada è sempre più teso. L’azzeramento della giunta non ha certo rasserenato gli animi. In consiglio comunale, poi, è ripresa la girandola di voci su possibili spostamenti e allocazioni nei gruppi. Guido Verdecchia, facendo parte del  Misto, è uno dei consiglieri più corteggiati, come già anticipato da Umbria7. Nei giorni scorsi ci sono stati contatti con varie forze politiche, prima fra tutte Forza Italia. E di Forza Italia, seppur sospeso, è anche Francesco Ferranti. Nei piani dei vertici ternani degli azzurri, Verdecchia dovrebbe diventare il punto di riferimento del partito di Raffaele Nevi in consiglio comunale, così da scalzare definitivamente Ferranti, reo di aver sostenuto Stefano Bandecchi in Provincia. Una linea non condivisa dal partito.

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