di Marco Brunacci
PERUGIA – Diciamolo subito: l’assessore regionale all’ambiente e quindi ai rifiuti è una persona come pochi, figura specchiata, appassionata, credente ecologista. Vorrebbe il bene di tutti noi, ma la realtà congiura continuamente contro di lui.
All’Umbria-repubblica delle tasse della Proietti contribuirà con un bel aumento record della Tari, come sembra inevitabile ormai ai tutti tecnici del ramo.
E oggi, il cavaliere più nobile e generoso della giunta, riesce a mettere nero su bianco che la soluzione geniale trovata dal nuovo corso regionale per risolvere la questione rifiuti sono le discariche.
Nella sua nota De Luca racconta con entusiasmo di aver diminuito del 23% l’afflusso di rifiuti speciali da fuori regione.
Un modo per dire che nelle discariche della regione, in questo modo, ci sarà più spazio per altri rifiuti autoctoni.
Visto che la decisione del 13 agosto scorso, di percorrere la sconosciuta strada dell’idrogeno, che illustri ecologisti ritengono una fesseria, è stata messa in stand-by perenne, non resta che concludere che la soluzione non è davanti, ma è dietro di noi. Più discariche per tutti e se non bastano viaggi fuori regione.
Il “grande successo” del 23% ha poi – sia detto per dovere di cronaca – una spiegazione tutta diversa: un limitato aumento di rifiuti speciali fu autorizzato dalla passata gestione di odiato centrodestra, nel concitato periodo del Covid, per il seguente motivo (udite, udite): evitare il surriscaldamento della Tari.
Non solo. Sempre per evitare di far pagare ai cittadini una Tari pesante, furono autorizzati piccoli incrementi di spazi nelle discariche. Come ricorda l’allora presidente dell’Auri, Ruggiano, in attesa che si potesse utilizzare l’inceneritore.
Quegli spazi permettono adesso alla nuova Giunta di non portare subito i rifiuti fuori regione, con aumento dei costi. Potranno andare avanti qualche mese in più, ma intanto che succederà alla Tari?
Per il resto fanno un po’ impressione le espressioni usate dall’ottimo assessore.
Quel riferimento all’economia circolare ti dà un impareggiabile brivido vintage, è come entrare nel Museo delle idee del secolo scorso.
Ma quando definisce “tecnologia obsoleta” i termovalorizzatori, sistema scelto dalla sinistra di governo in Europa, da Copenaghen a Roma, come il mezzo più avanzato e innovativo per il grande problema dei rifiuti, la questione si fa politica.
Se il centrosinistra è su queste posizioni consolidate, che roba è questo Patto Avanti che governa l’Umbria?


