A San Gemini le organizzazioni sindacali accolgono con favore i contenuti della recente delibera regionale sul futuro delle concessioni delle acque minerali. In un comunicato congiunto, le sigle Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil insieme alla RSU dello stabilimento di Sangemini Acque Minerali esprimono soddisfazione per il fatto che molte delle richieste avanzate negli ultimi mesi siano state recepite nella delibera della Giunta Regionale dell’Umbria.
Il documento, diffuso nella serata del 9 febbraio, sottolinea come da tempo i sindacati chiedessero garanzie precise sulla tutela dei livelli occupazionali e una visione industriale chiara per il futuro degli stabilimenti umbri legati alle acque minerali. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, la nuova delibera rappresenta un passo nella direzione auspicata. Nel testo si evidenzia infatti che nella prossima procedura di evidenza pubblica saranno previste garanzie di stabilità occupazionale e possibili premialità per chi presenterà progetti capaci di aumentare l’occupazione. Un elemento ritenuto fondamentale dalle rappresentanze sindacali, che da anni seguono la vertenza legata al futuro produttivo del sito.
I sindacati ribadiscono inoltre la necessità di investire sul rilancio industriale e commerciale dei marchi storici legati allo stabilimento: Sangemini, Grazia, Fabia, Aura e Amerino. Tra gli obiettivi indicati c’è anche il ritorno a una produzione orientata a un mercato di fascia alta, con il rafforzamento del canale Horeca e l’utilizzo di bottiglie in vetro. In questo quadro viene citata anche la possibilità di investimenti in una nuova linea produttiva. Nel comunicato si sottolinea anche che una eventuale scissione delle concessioni (e su questo l’assessore De Luca è stato chiaro dicendo che ciò non avverrà come d’altronde riporta la delibera regionale, ndr) potrebbe aprire scenari non condivisi dalle organizzazioni sindacali, soprattutto se dovesse mettere a rischio gli attuali livelli occupazionali.
Le sigle chiedono quindi “maggiore rispetto per i lavoratori e le lavoratrici della Sangemini/Amerino”, ricordando come la vertenza sia seguita dal 2013 e rappresenti un tema centrale per l’economia e l’occupazione del territorio, condividendo dunque la strada intrapresa dalla Regione Umbria.


