TERNI – Si è tenuto un importante incontro in Regione Umbria per discutere il futuro delle concessioni delle acque minerali. Al tavolo erano presenti gli assessori Del Luca e De Rebotti, il presidente della Provincia Bandecci, i sindaci di San Gemini, Acquasparta e Montecastrilli, insieme ai rappresentanti di Feder Terme e delle associazioni agricole. Durante il confronto, le sigle sindacali Fai, Flai e Uila, insieme alle Rsu, hanno confermato la propria linea sulla gestione delle risorse idriche del territorio.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la scelta di mantenere la concessione unica rappresenta la soluzione più solida dal punto di vista tecnico e industriale. Questa impostazione viene considerata fondamentale per garantire la stabilità dei posti di lavoro e per permettere una programmazione di sviluppo che non danneggi l’attuale realtà produttiva. L’obiettivo principale resta la salvaguardia dei livelli occupazionali già esistenti. Nel corso della riunione è emersa anche la questione legata al possibile sviluppo del comparto termale. I sindacati hanno chiarito di non essere contrari a nuovi progetti che possano portare occupazione, ma hanno sottolineato come ad oggi non esista ancora un piano concreto in tal senso. Inoltre, sono state sollevate alcune perplessità tecniche riguardo alle quantità d’acqua richieste per le sorgenti Sangemini e Fabia, che non sembrano corrispondere alle reali capacità del bacino idrico emerse durante l’analisi con i tecnici della Regione.
Un punto fermo della discussione è stato il criterio di premialità inserito nella recente delibera regionale. Il documento stabilisce che il mantenimento dei lavoratori attualmente impiegati a Sangemini deve essere una priorità assoluta. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che questo principio è frutto di anni di mobilitazione e non può essere messo in discussione, poiché costituisce la garanzia minima per il futuro delle famiglie coinvolte. La Regione ha confermato che il prossimo bando sarà unico, pur prevedendo una quota minima di acqua destinata alle attività termali. Anche i sindaci del territorio e la Provincia hanno condiviso la necessità di creare una sinergia tra i diversi interessi in campo, evitando però di alterare gli equilibri industriali esistenti. Le parti sociali hanno assicurato che continueranno a monitorare ogni passaggio per assicurarsi che i criteri di tutela vengano rispettati integralmente.


