PERUGIA – Centri storici sempre più vuoti anche in Umbria. Lo conferma l’ultimo rapporto “Città e demografia d’impresa” pubblicato oggi dall’Ufficio Studi Confcommercio, che analizza i dati di 122 Comuni italiani tra cui Perugia e Terni. Per Confcommercio Umbria il punto centrale non è analizzare il fenomeno: è arrivato il momento di governarlo.
«Avanti così non si può più andare – afferma il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni – I centri storici stanno cambiando rapidamente: diminuiscono i negozi che servono i residenti e crescono attività e servizi legati soprattutto al turismo. Se non interveniamo con politiche mirate rischiamo città sempre più sbilanciate, belle ma prive di anima, dove la vita quotidiana si indebolisce e anche l’attrattività turistica, con il tempo, rischia di venir meno».
Per Confcommercio Umbria questa è l’occasione giusta per intervenire, anche perché sono in fase di definizione strumenti importanti.
Il più rilevante è il Testo Unico del commercio, su cui la Regione Umbria sta lavorando insieme alle organizzazioni di categoria nei tavoli tecnici. L’auspicio è che la nuova normativa metta davvero i Comuni nelle condizioni di governare lo sviluppo commerciale dei territori, con strumenti che permettano di orientare gli insediamenti e le funzioni economiche in modo coerente con le esigenze dell’economia locale e della qualità della vita dei cittadini.
In questo scenario un ruolo strategico può essere svolto dai Distretti del commercio, modelli di collaborazione tra pubblico e privato che possono diventare leve concrete di rigenerazione urbana.
Secondo Confcommercio i Distretti possono riportare vitalità nei centri storici svuotati, restituire funzioni di servizio e socialità ai quartieri, migliorare la qualità dello spazio urbano attraverso progetti condivisi, sostenere il commercio di vicinato come presidio economico e sociale delle città.
Proprio con questo obiettivo Confcommercio Umbria sta sviluppando il progetto “Distretti del commercio: il futuro delle nostre città”, che si integra con il progetto nazionale Confcommercio Cities.
All’interno di questa iniziativa è disponibile anche la piattaforma Cities Mobility Analytics, che consente di raccogliere e analizzare i dati sui flussi di visitatori nei territori urbani, trasformandoli in informazioni utili per progettare politiche più efficaci per imprese, amministrazioni e cittadini.
Il percorso relativo ai Distretti e agli strumenti di analisi dei flussi urbani è già stato avviato da Confcommercio con alcuni Comuni umbri, con l’obiettivo di costruire politiche fondate su dati, collaborazione e visione strategica.
I dati più recenti mostrano un elemento incoraggiante: negli ultimi due anni il processo di desertificazione commerciale sembra aver rallentato.
Nel confronto tra 2024 e 2025 il commercio al dettaglio registra variazioni contenute nelle due principali città umbre. A Perugia, il numero di negozi nel centro storico passa da 227 a 230 attività (+1,3%), mentre nelle altre zone della città si registra una flessione più marcata, da 1.035 a 996 esercizi (-3,8%). A Terni, invece, il commercio diminuisce sia nel centro storico (da 303 a 291 attività, -4%) sia nelle aree non centrali (da 765 a 742, -3%).

