Stop al Centro per la Famiglia a Perugia, Giambartolomei: «Fatto gravissimo»

Il consigliere regionale di Fdi: «Solito cortocircuito tra Regione e Comune»

PERUGIA – «La sospensione delle attività del Centro per la Famiglia di via Diaz rappresenta un fatto gravissimo che colpisce direttamente decine di nuclei familiari e smaschera ancora una volta il cortocircuito istituzionale tra Regione e Comune». È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei, che ha presentato un’interrogazione a Palazzo Cesaroni per fare piena luce sul trasferimento delle risorse previste dalla deliberazione della Giunta regionale n. 485 del 28 maggio 2025 e sulle ragioni che hanno portato alla chiusura del servizio.

«Parliamo di fondi già stanziati – oltre 128 mila euro – per i quali era previsto il trasferimento immediato del 20 per cento. Oggi però il Centro ha sospeso le attività e nessuno è in grado di dire con chiarezza se le risorse siano state effettivamente erogate, quando e con quali modalità. Nel frattempo le famiglie sono state private di un presidio sociale essenziale, senza alcuna comunicazione pubblica e senza una soluzione alternativa». Da quanto risulta, inoltre, in altri Comuni umbri i Centri per la Famiglia risultano regolarmente attivi, come ad esempio a Foligno e Città di Castello, circostanza che rende ancora più urgente fare chiarezza su quanto accaduto nel capoluogo. Giambartolomei richiama la legge regionale 16 del 2024 che riconferma il ruolo strategico dei centri per la famiglia: «Non siamo di fronte a un servizio accessorio, ma a uno strumento fondamentale di sostegno relazionale e sociale. La sua chiusura nel silenzio generale è inaccettabile».

Il Centro di via Diaz, inoltre, serviva l’intera Zona sociale due, coinvolgendo non solo Perugia ma anche i Comuni di Corciano e Torgiano. Una sospensione che lascia quindi senza riferimento anche questi territori, dove erano stati avviati progetti con la partecipazione attiva delle famiglie, ora bruscamente interrotti. Nel mirino del consigliere il rimpallo di responsabilità tra i livelli istituzionali: «Se le risorse non sono arrivate la Regione spieghi perché. Se invece sono state trasferite, il Comune chiarisca per quale motivo il servizio è stato interrotto. Gli umbri non possono assistere a questo scaricabarile mentre i servizi vengono smantellati».
Da qui la richiesta di interventi immediati: «La Giunta regionale dica con precisione quali interlocuzioni sono state avviate con il Comune di Perugia e quali iniziative urgenti intenda assumere per riattivare il Centro e garantire la continuità del servizio. Lasciare le famiglie senza risposte significa tradire nei fatti le politiche sociali di cui tanto si parla». «Su temi così delicati – conclude Giambartolomei – servono trasparenza, responsabilità e tempi certi. Fratelli d’Italia continuerà a vigilare perché i servizi non vengano chiusi nel silenzio e perché le risorse pubbliche arrivino davvero ai cittadini».

Bufera Ternana, decreti ingiuntivi per 2 milioni di euro

Cani campioni a Mantignana: le gare a ingresso gratuito