“Su questo colle”, la venerazione dello spoglie di San Francesco ha il suo inno

Il video musicale disponibile nel canale YouTube dei frati della Basilica

ASSISI (Perugia) – In occasione della venerazione delle spoglie mortali di san Francesco, in corso fino al 22 marzo, la comunità dei frati del Sacro Convento presenta la versione video ufficiale del canto “Su questo colle”. L’inno, scritto da fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, e musicato da fra Peter Hrdy, direttore della Cappella Musicale della Basilica, è eseguito a quattro voci miste, organo e orchestra d’archi.

«La musica, – ha affermato fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – fin dagli albori dell’umanità, accompagna i momenti più significativi della vita personale, sociale e religiosa. San Francesco lo sapeva bene: fu egli stesso un creativo cantore delle lodi di Dio, capace di edificare il popolo e rafforzare la fede dei credenti.
Anche questo mese dedicato all’ostensione delle spoglie mortali di Francesco – un evento che alcuni media internazionali hanno definito “storico” – non poteva essere privo del suo inno. Così, a dieci giorni dall’inizio della venerazione, abbiamo deciso di pubblicarne ufficialmente il video musicale, affinché accompagni il cammino dei pellegrini e – perché no? – anche il loro rientro a casa.
Questa iniziativa si inserisce pienamente nella ventata di novità e possibilità che questo grande centenario sta portando, prima di tutto, alla nostra comunità francescana. Siamo profondamente colpiti dalla fede, dalla devozione e dall’amore delle persone: tutto questo ci sprona a dare il meglio di noi stessi con creatività e in spirito di continuità con la tradizione».
Il testo è stato composto nel 2023 e si è naturalmente “imposto” come l’inno della venerazione delle spoglie mortali di san Francesco. Il canto viene pubblicato il 5 marzo come un video musicale sul canale YouTube @SanFrancescoAssisi e su Spotify. Contestualmente è stata rilasciata anche una versione con i lyrics (testo) sottotitolati, per favorire la comprensione del testo. Proprio essa sarà proiettata nella tenda dell’accoglienza nella Piazza inferiore di San Francesco, dove i pellegrini sostano in attesa dell’ingresso in Basilica per la venerazione.
L’inno evoca la trasformazione radicale della collina su cui sorge la Basilica: conosciuta al tempo di Francesco come il “colle dell’inferno”, grazie all’accoglienza delle sue spoglie mortali, è divenuta – per la santità del Santo e per la bellezza del tempio a lui dedicato – il “colle del paradiso,” come è noto oggi.
Numerose sono le reminiscenze bibliche: la casa stabile e sicura perché costruita sulla roccia, simbolo di Cristo e – per partecipazione – di Francesco. C’è poi il riferimento alla casa di cui Dio è artefice e costruttore, come nella profezia rivolta al re Davide. Emerge inoltre il tema ecclesiale per eccellenza: i credenti sono le pietre vive di un edificio spirituale, uno spazio di relazioni fondate sul rispetto e sull’amore che ha la propria origine in Dio stesso: è proprio ciò che san Francesco intendeva con il termine “fraternità”. Infine l’inno richiama il cuore interpretativo dell’evento dell’ostensione: l’esistenza di Francesco, consumata – come testimoniano i suoi resti – nel dono totale di sé a Dio e al prossimo è chiamata a diventare lo stile di vita dei credenti e dei francescani.

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