Ternana, Bandecchi sfida nuovamente il conflitto d’interesse

Il Patron di UniCusano insiste: «Mi ricompro il ramo d’azienda sanitario e realizzo io la clinica privata a Terni»

Aurora Provantini

TERNI – Stefano Bandecchi non molla. La trattativa con i Rizzo per acquisire il ramo d’azienda sanitario, partita in salita venerdì scorso, interrotta poche ore dopo e già ripresa, finora non ha portato ad un’intesa tra le parti. Ma solo perché i Rizzo vorrebbero concludere tutto subito mentre il patron di UniCusano ha in mente tempi molto più comodi. La tensione finanziaria innescata da creditori della Ternana (sono stati notificati decreti ingiuntivi per la bellezza di 3 milioni e mezzo di euro) e il fabbisogno di cassa, stanno travolgendo il club rossoverde e i 12 milioni di euro (14 meno i due già anticipati) provenienti dalla cessione del ramo d’azienda farebbero comodo adesso ai Rizzo. Una cifra salvifica sia per rispettare le scadenze federali di aprile che per chiudere bonariamente la controversia con la Fondazione Leonino, titolare di via della Bardesca. 

Ad ogni modo, al momento non è dato sapere se la trattativa tra Stefano Bandecchi e i Rizzo andrà a buon fine, non foss’altro perché Bandecchi vuole prima essere certo che ci siano tutte le autorizzazioni a costruire la clinica. Tra le certezze già acquisite, c’è quella che vede nuovamente Bandecchi al centro di un conflitto di interesse grosso come una casa, perché se l’autorizzazione a costruire la clinica dal punto di vista sanitario deve arrivare dalla Regione, il titolo edilizio è di competenza del Comune di Terni, di cui Stefano Bandecchi è sindaco.

E la trattativa sta andando avanti: Bandecchi e i Rizzo, in queste ore, continuano a parlarsi. Ma solo di clinica. Bandecchi, rivendicando il titolo per la costruzione della struttura sanitaria privata, in pratica si chiama fuori dalla realizzazione del nuovo impianto sportivo. La palla resta ai Rizzo, i quali dovrebbero utilizzare buona parte dei  12 milioni di euro per riammodernare il Libero Liberati.

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