Ternana, c’è sempre qualcuno che parte

L’ultimo a lasciare il club è l’avvocato Manlio Morcella. Il prossimo, Fabio Forti. Una lunga lista: da Liverani e Foresti fino a Mammarella

AU. PROV.

TERNI – Cochi e Renato dicevano che «c’è sempre qualcuno che parte». Ma in via della Bardesca la vita non «è bela». Piuttosto è una Via Crucis. Ogni giorno c’è un addio. E l’ultimo è stato davvero clamoroso: l’avvocato Manlio Morcella, che fino a qualche settimana fa sembrava il caposaldo della nuova gestione, ha rotto con i Rizzo. Un divorzio disastroso, perché lo studio legale si era di fatto sovrapposto alla conduzione del club. Dallo studio Morcella, tanto per dirne una, è uscito il nome dell’amministratore unico, Fabio Forti, che infatti è stato nominato subito dopo, e che ora viene dato il prossimo ad uscire. Vicino ai Rizzo sembra resistere solo il direttore generale, Giuseppe  Mangiarano.

Tanti coloro che hanno cambiato orizzonte. Se ne è andato Mister Liverani, seguito a sua volta dal direttore tecnico Diego Foresti. Ancora prima, sono stati messi alla porta Massimo Ferrero e Tiziana Pucci; per non parlare di Carlo Mammarella, dell’addetto stampe e dei tecnici delle manutenzioni.

Tra persone cacciate e professionisti non pagati, in via della Bardesca c’è il deserto. E il peggio deve ancora venire. La corrente potrebbe essere staccata da un momento all’altro, perché la Ternana è morosa e non può chiedere al fornitore di luce e gas di compensare i debiti con i crediti (Tip è lo sponsor delle maglie). Alla Ternana sono rimasti solo i debiti. Uno dei tanti creditori del club ha bussato alla Tip Power & Gas per pignorare il contratto di sponsorizzazione. Gli altri sono andati dritti per dritti e hanno suonato a Vivaticket, Lega e Istituti bancari. Un disastro, sul fronte delle azioni legali.

In compenso, la famiglia romana ha ripreso a dialogare con Stefano Bandecchi, anche se finora le parti non sono arrivate ad un accordo. In ballo ci sono i 12 milioni di euro legati al piano finanziario dello stadio-clinica. Bandecchi ha dichiarato di voler tornare in possesso del diritto a realizzare la struttura sanitaria privata, i Rizzo hanno fatto capire che il corrispettivo lo voglio subito in cassa. E’ bene specificare che il denaro proveniente dalla cessione del ramo d’azienda sanitario, non può essere speso per  la gestione ordinaria del club: quei soldi andrebbero alla società di scopo che costruirà il nuovo Liberati. Quindi, in teoria, il milione e mezzo da versare entro la data del 16 aprile, i Rizzo dovrebbero tirarlo fuori dalle loro tasche.

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