PERUGIA – È stato presentato l’accordo “In movimento contro la violenza”, promosso dalla Regione Umbria e da Umbria Tpl e Mobilità insieme al Centro per le pari opportunità, Omphalos e le associazioni per il contrasto alla violenza di genere. L’iniziativa garantisce abbonamenti gratuiti al trasporto pubblico locale alle persone accolte dalla rete di prevenzione e contrasto alla violenza degli uomini contro le donne e alle persone vittime di discriminazioni e violenza in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, inserite in percorsi di accoglienza sul territorio regionale.
L’accordo nasce da una necessità semplice ma cruciale: chi esce da una situazione di violenza o discriminazione ha bisogno di muoversi. Le strutture di accoglienza sono spesso dislocate lontano dai centri urbani, dai luoghi di lavoro, dai servizi essenziali per il reinserimento. Non potersi spostare significa restare isolati, dipendenti. Garantire il trasporto gratuito significa garantire libertà di movimento — e la libertà di movimento è libertà tout court.
Omphalos, da oltre trent’anni punto di riferimento per le persone vittime di discriminazione e violenza in Umbria, gestisce una delle poche strutture di accoglienza per persone LGBTQIA+ nel territorio italiano: la Pink House di Gualdo Tadino. I numeri del nostro Centro Antidiscriminazioni (CAD) parlano chiaro: ogni anno il CAD eroga servizi a oltre 500 persone: assistenza psicologica, legale, sanitaria, orientamento lavorativo, supporto per persone migranti LGBTQIA+ e assistenza abitativa.
Il fatto che Regione Umbria, Umbria Mobilità, Centro per le Pari Opportunità, Omphalos e la rete delle associazioni antiviolenza siano allo stesso tavolo non è scontato. Significa che la lotta alla violenza contro le donne e la lotta alla violenza omo-lesbo-bi-transfobica vengono finalmente riconosciute come lotte connesse, che richiedono risposte integrate. È il modello giusto, ed è il modello previsto dalla legge regionale 3/2017, che impegna la Regione a promuovere protocolli d’intesa per prevenire e contrastare discriminazione e violenza legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Questo accordo non è solo un servizio: è un atto politico. Riconosce che la violenza motivata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere esiste, che le sue vittime hanno bisogno di strumenti concreti per uscirne, e che le istituzioni hanno il dovere di fornirli.
Omphalos chiede che questo segni non un punto di arrivo, ma l’inizio di una piena attuazione della legge regionale 3/2017 in tutte le sue potenzialità: una rete strutturale di accoglienza per le vittime di violenza omo-lesbo-bi-transfobica, risorse stabili, politiche che riconoscano l’intersezionalità delle discriminazioni.

