TERNI – Una fila interminabile, che peggiora di ora in ora. Con una marea di persone che richiedono il rinnovo della carta d’identità e con l’ufficio anagrafe che si fa trovare impreparato nel giorno in cui si vota. «Quello a cui stiamo assistendo oggi presso gli uffici dell’anagrafe del Comune di Terni – attacca il consigliere del Gruppo Misto, Guido Verdecchia, è un paradosso democratico e un fallimento organizzativo senza precedenti».
In occasione delle consultazioni referendarie sulla giustizia, una folla di oltre 260 persone, in continuo aumento, si è riversata presso gli uffici comunali per il rinnovo della carta d’identità, documento indispensabile per l’esercizio del voto. Tuttavia, a fronte di un’affluenza massiccia e ampiamente prevedibile, la struttura si è presentata con soli due sportelli operativi. «È una situazione che va oltre l’emergenza e dimostra una cronica incapacità di programmazione da parte dell’Amministrazione», incalza Verdecchia. «Non si può considerare una ‘sorpresa’ l’arrivo dei cittadini nei giorni del voto. Annunciare a chi è in coda che non tutti riusciranno a ottenere il documento significa, anche non dare la possibilità di esercitare il diritto costituzionale al voto per molti ternani».
Il consigliere Verdecchia tiene però a precisare la distinzione tra responsabilità politica e impegno lavorativo: «Voglio esprimere il mio più totale plauso e la mia solidarietà ai dipendenti comunali che in queste ore stanno facendo i salti mortali per gestire una pressione umana e professionale insostenibile. Sono loro i primi a subire le conseguenze di una gestione politica che li ha lasciati soli in trincea. È ingiusto che il personale debba farsi carico, anche fisicamente, delle colpe di chi non ha saputo redisporre un potenziamento dei turni e dei servizi per un appuntamento così importante».
«Chiederò immediatamente conto di questa disorganizzazione nelle sedi opportune», conclude il Consigliere. «Terni non può permettersi di offrire questa immagine dei propri servizi essenziali. I cittadini meritano efficienza e i lavoratori meritano rispetto e condizioni di lavoro dignitose, non di essere mandati al ‘massacro’ per mancanze altrui».






