Il carcere di Capanne a Perugia

Caos nel carcere di Perugia: agenti aggrediti e danni ingenti

La denuncia del Sappe

PERUGIA – Il segretario del Sappe Umbria, Fabrizio Bonino, denuncia “con estrema durezza” quanto accaduto nel corso della notte tra Pasqua e Pasquetta all’interno della casa circondariale di Perugia, sezione Capanne.
Secondo una prima ricostruzione fornita dagli agenti in servizio, quattro detenuti nordafricani hanno approfittato del numero ridotto del personale presente in una giornata festiva per innescare un’escalation di violenza senza precedenti. La dichiarazione d’inizio dell’evento critico è stata resa apertamente dagli stessi detenuti, che – dopo aver inneggiato ad “Allah Akbar” con piccoli danneggiamenti durante la chiusura serale – hanno poi devastato sistematicamente le parti comuni di un’intera sezione a regime aperto.
Dopo aver fatto allontanare e messo in sicurezza i 46 detenuti estranei ai disordini, i quattro aggressori hanno intimorito e costretto il personale addetto alla chiusura a rifugiarsi immediatamente all’interno della cellula di sicurezza. Da quel momento, nonostante i molteplici tentativi di dialogo avviati dalla Sorveglianza Generale e dagli agenti in servizio, la devastazione è proseguita in modo inarrestabile.
I quattro detenuti hanno: messo fuori uso l’illuminazione, i cancelli elettrici, gli infissi, il locale telefono, i congelatori; danneggiato l’impianto di pronto intervento idrico e asportato i termosifoni, compromettendo l’impianto di riscaldamento; utilizzato ogni componente divelto come barricata o, nel caso di oggetti più voluminosi e resistenti, come ariete per colpire e infrangere muri e box agenti; legato con lenzuola i cancelli d’ingresso per impedire l’accesso al personale di supporto.
Dopo quattro ore di vani tentativi di dialogo – resi inutili dal comportamento estremista dei quattro – e avendo accertato che almeno due di essi erano in possesso di una lama tagliente, si è deciso di intervenire per riprendere il controllo e mettere in sicurezza l’intero reparto. L’operazione è stata estremamente complessa: solo dopo aver inciso le lenzuola che serravano la porta, il personale è riuscito ad aprire un varco, dovendo poi difendersi da sprangate mentre rimuoveva le barricate.
Alla fine dell’intervento, il reparto è stato messo in sicurezza. Il bilancio è pesantissimo: danni materiali stimati tra 50.000 e 60.000 euro; diversi agenti della Polizia Penitenziaria feriti; tra i casi più gravi, due agenti con prognosi di 7 giorni e un terzo agente con frattura di un dito della mano e 30 giorni di prognosi.
“Ancora una volta – dichiara Fabrizio Bonino – assistiamo inermi alla violenza creata da detenuti extracomunitari avversi ad ogni tipo di reinserimento. Non si può lasciare il personale di Polizia Penitenziaria in condizioni di organico ridotte, specialmente nei giorni festivi, e pretendere che gestisca situazioni di guerriglia urbana all’interno di un istituto penitenziario. Chiediamo alla Direzione dell’istituto, al DAP e al Ministero della Giustizia interventi strutturali immediati, ivi compreso il trasferimento dei responsabili in circuiti detentivi di massima sicurezza. La sicurezza non può più essere un optional”.
Il Sappe Umbria esprime “piena solidarietà ai colleghi feriti e chiede che venga fatta piena luce sui fatti, con l’individuazione e la punizione esemplare dei responsabili”.

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