TERNI – Le Cantine Zanchi a Vinitaly 2026 si sono mosse su un percorso capace di valorizzare l’eredità di Leonardo Zanchi, proiettandola con decisione verso il futuro del territorio amerino. Al salone internazionale del vino e dei distillati che si è svolto a Verona la famiglia Zanchi ha ripercorso il lavoro pionieristico del papà, tra i primi a credere nelle potenzialità della Doc Amelia e dei vitigni autoctoni, restituendo dignità enologica a varietà per lungo tempo marginali.
Momento centrale è stata la masterclass del 13 aprile, “Leonardo Zanchi: il rispetto dell’autenticità”, che ha registrato una significativa partecipazione e un forte coinvolgimento emotivo. Accanto alla memoria è emersa con forza la direzione intrapresa oggi dalla cantina, guidata da Flores e Flaviana Zanchi. Un percorso che continua nel solco tracciato dal padre, ma che si apre a nuove sfide, a partire dalla valorizzazione dell’agrobiodiversità e dalla sperimentazione. In questo senso si inserisce la presentazione in anteprima dell’edizione n1 del Tostolello, vino nato da uno dei vitigni storici dell’Amerino riscoperti nell’ambito del progetto del Vigneto Sperimentale Zanchi e recentemente inserito nell’Arca del Gusto Slow Food. Non meno significativa la partecipazione all’incontro dedicato alla viticoltura eroica, dove le Cantine Zanchi hanno raccontato la propria esperienza attraverso la Malvasia Antichi Cloni, ottenuta da viti coltivate in simbiosi con ulivi secolari della varietà Rajo Amerino, anch’essa avviata verso il riconoscimento come Presidio Slow Food.
A emergere con chiarezza è anche lo stile produttivo della cantina: vini biologici che interpretano una visione contemporanea del bere, più essenziale e consapevole. La scelta di mantenere basse gradazioni alcoliche risponde a un gusto attuale orientato alla leggerezza, senza rinunciare all’identità territoriale. Ne derivano vini scorrevoli e immediati, ma mai banali, capaci di coniugare freschezza, equilibrio e riconoscibilità. Durante tutta la manifestazione, grande interesse anche per le etichette simbolo della produzione di Leonardo Zanchi, come il Trebbiano Vignavecchia 2020 e il Ciliegiolo Antichi Cloni 2024, degustati da operatori e appassionati presso l’Enoteca Regionale.
«Il lavoro di nostro padre – sottolineano Flores e Flaviana Zanchi – continua a essere la nostra guida, ma oggi sentiamo la responsabilità di portarlo avanti aprendoci al futuro, valorizzando la biodiversità e rafforzando il legame tra vino, territorio e comunità». Una presenza che ha confermato il ruolo delle Cantine Zanchi come interprete autentica di un territorio in evoluzione, capace di coniugare memoria e innovazione guardando alle opportunità future, anche in vista dei prossimi appuntamenti internazionali come Terra Madre.


