PERUGIA – Giornalismo perugino in lutto per la scomparsa, a 91 anni, di Umberto Marini.
Lunga è stata la sua carriera nella carta stampata. Iniziò a scrivere in veste di corrispondente da Perugia su vari quotidiani come “Il Nuovo Corriere”, “Paese”, “Paese sera”, “Gazzetta dello Sport” e “Guerrin Sportivo”. Successivamente ha firmato per anni, tra l’altro, sulle colonne da La Nazione Umbria, dove ha seguito a lungo il Perugia.
Cordoglio viene espresso dall’Ordine dei giornalisti dell’Umbria: «Umberto, legatissimo alla sua Perugia, dal 1975 si è dedicato all’attività editoriale con l’intento di riscoprire e valorizzare testi di valenti autori umbri. Negli ultimi anni ha raccontato in vari volumi profili, azioni illeciti, vicende torbide, vizi e virtù di politici presenti nel tessuto governativo nazionale».
A rendere omaggio a Marini è anche l’amministrazione perugina: «Cronista per numerose testate su cui ha riportato anche le vicissitudini del Perugia, sempre attento alle vicende locali, lascia alla città, di cui era profondamente appassionato, libri in cui raccoglie le sue memorie di particolari periodo storici, come quello sul quartiere della Conca, dove è vissuto, e in cui delinea altri personaggi perugini, a partire dall’amico Enrico Vaime, sempre con stile inconfondibile segnato da intelligente ironia. A lui va un affettuoso ricordo e la gratitudine per il suo contributo alla storia e alla cultura di Perugia; l’amministrazione comunale si stringe con vicinanza alla famiglia e agli amici in questo momento di dolore». Questo il ricordo del senatore del Pd, Walter Verini: «Umberto Marini è stato uno di quei giornalisti versatili, eclettici, di quella generazione che ha lasciato davvero un segno a Perugia e in Umbria. Giornali, libri, teatro, tv: Umberto ha attraversato diversi linguaggi. Sempre con capacità, passione e amore per le sue radici e i legami con personaggi di spessore come – un nome su tutti – Enrico Vaime. Aveva anche una passione politica autentica e non dimenticherò le chiacchierate che facevamo quando capitava di incontrarci, magari in Corso Vannucci. Alla sua famiglia le mie condoglianze sincere».


