TERNI – La grande mostra Da Signorelli a Burri sarà aperta anche per Pasqua. Da venerdì 3 a lunedì 6 aprile. E in concomitanza della terza edizione del Terni Influencer & Creator Festival, dal 9 al 12. Una rinnovata opportunità che la Fondazione Carit intende offrire ai numerosi turisti che si troveranno in Umbria nel periodo primaverile e, in particolare, in questo angolo della Regione dove potranno trovare rassegne, eventi, festival e itinerari diffusi sul territorio organizzati anche nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco. Il progetto espositivo, ideato da Fondazione Carit, è nato con l’obiettivo di valorizzare e mettere a disposizione della comunità il proprio patrimonio, offrendo al pubblico l’opportunità di ammirare dipinti, sculture e opere d’arte solitamente poco accessibili; la selezione comprende importanti artisti dal Trecento al Novecento, con un focus specifico sulla storia del territorio umbro. La mostra si apre cronologicamente con testimonianze pittoriche del Trecento e del Quattrocento, tra cui opere attribuibili alla cerchia di Taddeo Gaddi, per poi proseguire con i protagonisti del Cinquecento. Tra questi spiccano opere provenienti dalle botteghe del Perugino, la recente acquisizione della Venere e Adone di Tiziano e una significativa tavola di Luca Signorelli, figura di riferimento del Rinascimento umbro-toscano.
Il percorso continua con importanti esempi del barocco italiano e del caravaggismo, rappresentati da artisti quali Antiveduto Gramatica, Artemisia Gentileschi e Mattia Preti. A queste si affiancano opere di scuola fiamminga, tra cui Sebastian Vrancx, che testimoniano l’evoluzione della pittura tra eleganza formale e ricerca luministica. Il Settecento è illustrato dal vedutismo di Francesco Guardi e da paesaggisti d’oltralpe come Claude Joseph Vernet, Verstappen e van Bloemen, autori di suggestive vedute della Cascata delle Marmore, omaggio al paesaggio umbro.
L’ opera recentemente acquisita di Alfred Sisley, Bouquet di fiori con rose, e la presenza di Camille Pissarro, introducono il visitatore all’Ottocento e al primo Novecento. In questo periodo il gusto borghese evolve verso una maggiore attenzione al dato reale, attraverso il realismo e l’impressionismo, fino alle sperimentazioni artistiche del primo dopoguerra. Il percorso si conclude con una sezione dedicata ai grandi maestri umbri, o attivi nel territorio, del Novecento, tra cui emergono Alberto Burri e Agostino Bonalumi. Completano l’esposizione una raccolta di ritratti di cardinali e personaggi illustri tra XVII e XIX secolo, un raffinato orologio in bronzo in stile Luigi XVI, sculture di Vincenzo Gemito e un’opera in ceramica contemporanea di Piero Gauli. E per chi vuole approfondire la mostra anche una volta tornati a casa, da segnalare il catalogo pubblicato da Felici editori che accompagna la mostra con focus e contributi critici sempre a cura di Anna Ciccarelli. Il ricavato totale della vendita dei cataloghi sarà destinato, così come accaduto per le precedenti esposizioni, ad una associazione o ente del Terzo Settore che opera nel territorio a sostegno delle categorie sociali più fragili, dell’inclusione, del volontariato e della beneficenza.






