Ternana nel baratro, Rizzo ai giocatori: «Abbiate fede»

Nell’incontro romano, la proprietà non si è presa alcun impegno sull’aumento di capitale e sul pagamento degli stipendi.  Solo un generico invito all’ottimismo

AU. PROV.

 
TERNI – «Dovete avere fiducia nel futuro». Nell’ incontro romano di venerdì 10 aprile tra  i Rizzo e la delegazione dei giocatori rossoverdi, non è emerso che un generico invito all’ottimismo. Da parte di Gian Luigi Rizzo e di sua figlia Claudia, nessun impegno a ricapitalizzare la società – l’aumento di capitale è all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci convocata dall’amministratore unico, Fabro Forti, per lunedì 13 alle ore 18 – e nessun impegno a pagare degli stipendi in scadenza il 16 aprile.  Capuano e compagni, hanno provato in tutti i modi ad incalzare la proprietà. A chiedere rassicurazioni sul futuro per salvare il finale del campionato. Due ore di faccia a faccia, intense,  a tratti cariche di tensione. Ma i Rizzo hanno sempre svicolato. Anche ai giocatori hanno detto di essere stati truffati, di non avere avuto contezza, al momento dell’acquisto della Ternana, della situazione drammatica in cui versava la società dal  punto di vista economico.  I Rizzo sostengono di avere avuto rassicurazioni invece per quanto riguarda il progetto stadio clinica, che davano per acquisito. E in questo caso, hanno riservato parole dure nei confronti del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi.  L’immagine (e i contenuti) che i Rizzo hanno dato ai giocatori, è quella di una società assediata, che non parla più con nessuno se non tramite i propri avvocati. I rapporti tra i Rizzo e la tifoseria sono ai minimi termini, così come sono ai minimi termini  quelli con le istituzioni locali. Tutto questo alla vigilia del derby con il Perugia.  Un appuntamento che andrebbe onorato con ben altro spirito e intensioni.  

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