TERNI – Un Venerdì Santo che per le vicende della Ternana calcio assomiglia ad una autentica Via Crucis. Al momento non si trova una quadra tra la famiglia Rizzo e Stefano Bandecchi. Quest’ultimo rappresenta una delle poche carte da giocare per evitare il fallimento. La strategia dei Rizzo, in questa direzione, è abbastanza chiara: cedere il ramo d’azienda sanitario a Bandecchi e incassare 12 milioni di euro. Denari che non possono andare direttamente nella casse del club, ma che comunque rappresentano una boccata d’ossigeno da iscrivere a bilancio. Stefano Bandecchi, ha dedicato tutta la giornata di venerdì 3 aprile, alle vicende della società di calcio. Sia quelle che riguardano il progetto clinica stadio, che quelle relative alla trattativa con i Rizzo. In mattinata, è stato a Terni per incontrare il Ruo Piero Giorgini, che nelle ultime ore ha convocato i Rizzo a corso del Popolo per riavviare l’iter amministrativo del progetto per la realizzazione delle due opere.
Nel pomeriggio, Bandecchi ha parlato direttamente con i Rizzo (anche se le distanze rimangono). La famiglia proprietaria del club rossoverde, vuole incassare seduta stante i 12 milioni di euro. Bandecchi, invece, vuole attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla determina comunale bocciata dal Tar. Punti di prospettiva distanti, mentre si avvicina la data dell’assemblea dei soci convocata dall’amministratore unico Forti, con la quale chiede ufficialmente la ricapitalizzazione del club.
La Ternana è con l’acqua alla gola. E questo si è capito anche dalla decisione di non imbarcarsi nell’ingaggio di un tecnico professionista ma di prorogare ulteriormente il contratto con Fazio, il mister che fino a pochi giorni fa curava l’Under 17, con uno stipendio poco più che simbolico, peraltro ancora da incassare. E a proposito di stipendi, sempre nella giornata di venerdì, alcuni dipendenti rossoverdi avrebbero affrontato direttamente il direttore generale Mangiarano, chiedendo il pagamento dei salari arretrati . E’ proprio il caso di dire che in casa rossoverde la Via Crucis non risparmia nessun settore.


