La capitale dell’acciaio subito dopo Bologna. Csa Ral: «Una nostra vittoria»
TERNI – I dati emersi dallo studio nazionale del Centro Rep (Ricerca Enti Pubblici), rilanciati in questi giorni dai media nazionali, parlano chiaro: Terni è la seconda città in Italia per applicazione dello Smart Working negli enti pubblici. Con una percentuale del 45%, il capoluogo si piazza subito dietro Bologna (47%), staccando il resto del Paese e confermandosi un modello di efficienza e modernità nella Pubblica Amministrazione.
Per il sindacato CSA RAL di Terni questo non è un dato casuale, ma il risultato di una battaglia politica e sindacale solitaria, portata avanti con determinazione quando il vento soffiava in direzione contraria. «Mentre negli scorsi anni – spiega Sergio Silveri, segretario provinciale CSA RAL – si assisteva a un tentativo generalizzato di smantellare il lavoro agile nella PA, con una narrativa che puntava a colpevolizzare il dipendente pubblico e a imporre un ritorno anacronistico alla presenza fisica totale, il CSA RAL è stata l’unica sigla a difendere lo Smart Working. Abbiamo creduto fermamente che la flessibilità non fosse un privilegio, ma un valore aggiunto per la produttività e per la conciliazione dei tempi vita-lavoro. Mentre altri soggetti e gran parte della politica volevano eliminare lo Smart Working, noi abbiamo resistito, convinti che la digitalizzazione e il lavoro per obiettivi fossero il futuro della Pubblica Amministrazione. I dati del Centro Rep sono la prova che avevamo ragione: Terni è all’avanguardia perché abbiamo saputo proteggere un’innovazione che oggi garantisce servizi efficienti e una gestione moderna delle risorse umane. È una nostra battaglia vinta, che rivendichiamo con orgoglio per il bene dei lavoratori e della cittadinanza».


