PERUGIA – «Siamo davanti a un vero e proprio scippo ai danni del patrimonio culturale umbro. Con la scusa di un presunto riordino normativo, l’assessore Tommaso Bori e la maggioranza di centrosinistra hanno cancellato la legge regionale 11/2024, una norma d’avanguardia che aveva allineato l’Umbria ai più alti standard nazionali in materia di rievocazioni storiche. Un colpo di spugna che mortifica tradizioni, associazioni e territori». A intervenire è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace.
«Inserire la disciplina delle manifestazioni storiche nel calderone del Testo Unico della Cultura non è un’operazione di semplificazione, ma un deliberato depotenziamento del settore – afferma Pace – La legge 11/2024 era nata con un obiettivo chiaro, quello di dare specificità, autonomia e certezze a un settore che non può essere trattato come un generico evento culturale. Grazie a quella norma, l’Umbria era diventata un modello in Italia, anticipando e recependo le linee guida nazionali per la tutela delle rievocazioni. Oggi, per un capriccio politico di Bori, tutto questo viene smantellato».
Il consigliere di Fratelli d’Italia sottolinea la gravità del metodo usato dalla sinistra: «Non si sono fermati davanti a nulla: hanno ignorato la lettera ufficiale inviata da AURS alla Presidente, alla Giunta e a tutti i consiglieri, così come in precedenza avevano ignorato le richieste pervenute in audizione dal Presidente dell’associazione. È stato calpestato il lavoro di chi rappresenta migliaia di volontari che, con passione e sacrificio, mantengono vive le nostre tradizioni. Le associazioni avevano chiesto di non cancellare una legge che finalmente riconosceva loro il giusto ruolo, ma la sinistra ha preferito tirare dritto, sorda a ogni richiamo del territorio». «Cancellare la legge 11/2024 significa far perdere all’Umbria un primato costruito con serietà e visione – incalza la Pace – La nostra Regione non meritava di essere declassata per permettere a Bori di appuntarsi una medaglietta ideologica sul petto. Le rievocazioni storiche sono la nostra carta d’identità. Ridurle a un capitolo secondario di un Testo Unico significa indebolirne il valore, rendere più incerti strumenti e complicarne l’accesso alle risorse. Continueremo a batterci al fianco di AURS, delle associazioni e dei comitati storici umbri che oggi si sentono traditi, affinché l’Umbria torni ad avere una normativa specifica e autonoma, capace di valorizzare davvero il patrimonio storico e culturale della nostra regione».


