rubinetto acqua

«Acqua potabile e amianto in Umbria, più controlli e investimenti per le tubazioni vecchie»

Peltristo invia una richiesta formale alla Presidente della Regione Umbria, all’Assessore Regionale all’Ambiente, alla Direzione Sanitaria Regionale e ai Dipartimenti di Prevenzione delle USL Umbria 1 e Umbria 2

PERUGIA – Augusto Peltristo, Capogruppo di Fare Perugia con Romizi – Forza Italia, ha inviato una richiesta formale alla Presidente della Regione Umbria, all’Assessore Regionale all’Ambiente, alla Direzione Sanitaria Regionale e ai Dipartimenti di Prevenzione delle USL Umbria 1 e Umbria 2 per chiedere un aggiornamento sul monitoraggio delle fibre di amianto nelle acque destinate al consumo umano e sullo stato di sostituzione delle tubazioni in cemento-amianto ancora presenti nella rete acquedottistica regionale.

«Quella dei controlli sull’amianto nelle acque è una battaglia che seguo da oltre sei anni e che ha consentito di raggiungere un risultato importante per l’Umbria. Dal 2020, infatti, per la prima volta nella nostra regione sono stati attivati monitoraggi specifici per la ricerca di fibre di amianto nelle acque potabili, inizialmente con 50 punti di prelievo nella provincia di Perugia e successivamente estesi anche alla provincia di Terni». «Un percorso avviato grazie al lavoro svolto sul territorio insieme alla Civica Piegaro, al Comitato Pievaiola e con il contributo dell’Avvocato Valeria Passeri, che ha permesso di portare all’attenzione delle istituzioni regionali una questione fino ad allora poco approfondita. Oggi continuiamo a seguire questa vicenda attraverso l’impegno di Fare Perugia con Romizi e Forza Italia». Peltristo sottolinea come i risultati delle analisi effettuate negli anni abbiano evidenziato valori di fibre idrodisperse contenuti e non preoccupanti. «Si tratta di dati rassicuranti che confermano la validità del percorso intrapreso. Tuttavia sarebbe un errore considerare conclusa l’attenzione su questo tema. L’amianto resta una sostanza pericolosa e, pur in assenza di specifici limiti normativi nelle acque potabili, riteniamo necessario mantenere elevato il livello di controllo e prevenzione».

Nella richiesta trasmessa agli enti competenti vengono chiesti i più recenti rapporti di prova, un aggiornamento sui monitoraggi effettuati dalle USL e sullo stato della rete acquedottistica regionale. «L’obiettivo non è creare allarmismi, ma garantire trasparenza e continuità nei controlli. Chiediamo che il monitoraggio delle fibre di amianto nelle acque diventi un’attività stabile e strutturata su tutto il territorio regionale e che si continui ad investire nella sostituzione delle tubazioni più vecchie in cemento-amianto. La qualità dell’acqua e la sicurezza delle infrastrutture idriche rappresentano una priorità che merita attenzione costante e programmazione nel tempo». «Molto è stato fatto in questi anni, ma occorre proseguire con determinazione affinché l’Umbria possa contare su una rete acquedottistica sempre più moderna, efficiente e sicura per tutti i cittadini».

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