AU. PROV.
TERNI – A Palazzo Spada si viaggia con due commissioni al giorno. A volte anche tre. Spesso lampo, della durata di 10 minuti, oppure commissioni che altro non sono che un déjà-vu (su buche arcinote, su lampioni non funzionanti, su erba che chiede di essere tagliata e non guardata). In questo susseguirsi frenetico di commissioni e di relativi gettoni di presenza, la presidente del consiglio comunale, Sara Francescangeli, fa una scoperta sensazionale: «Il consiglio comunale si convoca quando ci sono punti amministrativi da adempiere, altrimenti è un dispendio di risorse pubbliche». Sara Francescangeli dà la sua spiegazione alle mancate convocazioni delle ultime settimane. Per la presidente sarebbero mancati i punti amministrativi. Una narrazione dello stallo dei lavori dell’assemblea che contraddice persino quanto asserito dal sindaco Stefano Bandecchi. Il primo cittadino, in un post, ha ammesso che il consiglio non si riunisce perché i consiglieri di maggioranza sono impegnati in una vacanza, tralasciando i raffreddori politici e i maldipancia elettorali. Stefano Bandecchi ha comunque confermato quanto scritto da Umbria7. Di ben altra opinione, Sara Francescangeli, che in una nota istituzionale parla di proprio di dispendio di risorse sia economiche che umane»
«Leggo in queste ore polemiche pretestuose da parte di alcune forze politiche di minoranza che polemizzano, disturbando anche le autorità governativa, su una presunta assenza dei lavori del consiglio comunale. L’ultima seduta si è tenuta l’8 giugno, la prossima si terrà il 6 luglio (sempre come anticipato da Umbria7, ndr) perchè solo ora sono arrivati sei punti amministrativi da esaminare. Oltretutto l’atto politico più vetusto è datato il 19 maggio. E’ chiaro che siamo un consiglio comunale che non ha arretrati, che sta lavorando con puntualità e che a luglio terrà tutte le sedute necessarie per adempiere alle scadenze previste dalla normativa. Chiedo alla minoranza di lavorare sugli atti iscritti all’ordine del giorno e di non lasciarsi andare ad inutili polemiche dettate, forse, da chi è interessato solo al gettone di presenza»


