PERUGIA – “Condividiamo in pieno la necessità di rimettere al centro del dibattito cittadino la valorizzazione delle professioni sanitarie, ma per farlo in modo serio e nell’interesse dei percorsi di cura dei perugini occorre basarsi sulla realtà dei fatti e dei numeri, abbandonando la tentazione di una narrazione ideologica e parziale”. Così il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Nicola Volpi, commenta i lavori della IV Commissione consiliare in merito all’ordine del giorno sulle professioni del comparto sanità.
“La seduta di oggi, arricchita dalle audizioni dei rappresentanti degli Ordini professionali e dei sindacati, ha confermato come il sistema necessiti di risposte sul fronte dell’attrattività. Risposte concrete che il Governo nazionale sta dando con determinazione, affrontando nodi strutturali ereditati dal passato. Si accusa il livello centrale di immobilismo, ma la realtà parla di un Fondo Sanitario Nazionale portato alla cifra record di 142,9 miliardi di euro, con oltre 6 miliardi di risorse fresche immesse nell’ultimo anno. Sul fronte salariale del comparto pubblico, l’attuale esecutivo ha sbloccato e affrontato ben tre tornate contrattuali in meno di quattro anni, sanando i ritardi storici del passato e avviando il tavolo per il triennio 2025-2027”.
“Non vi è alcuna inerzia — prosegue Volpi —: l’esecutivo ha varato un piano straordinario per 7.300 assunzioni, di cui ben 6.300 infermieri, e ha rifinanziato con ulteriori 35 milioni di euro l’indennità di Pronto Soccorso per tutelare e dare il giusto riconoscimento economico ai professionisti operanti in prima linea nell’emergenza-urgenza. Inoltre, è stata prorogata per tutto il 2026 la deroga allo storico vincolo di esclusività, consentendo finalmente al personale sanitario di svolgere la libera professione, ed è stata introdotta la flat tax agevolata al 5% sulle prestazioni aggiuntive e sugli straordinari per l’abbattimento delle liste d’attesa, accanto alla svolta storica delle nuove Lauree Magistrali a indirizzo clinico. Misure, queste ultime, che oggi vedono una forte focalizzazione sulla professione infermieristica, ma che auspichiamo possano presto rappresentare un modello virtuoso da estendere progressivamente a tutte le altre professioni sanitarie del comparto, dai tecnici radiologi e di laboratorio ai fisioterapisti, dalle ostetriche ai professionisti della prevenzione e riabilitazione, anch’essi meritevoli delle medesime tutele fiscali e prospettive di carriera”.
“Doveroso, tuttavia, è accendere un faro anche sulla realtà di chi lavora nelle strutture sanitarie private, un pilastro complementare del nostro sistema per il quale c’è ancora moltissimo da fare. In questo ambito è indispensabile un forte intervento sia a livello centrale, per addivenire a rinnovi contrattuali dignitosi e allineati al settore pubblico, sia a livello regionale, dove l’amministrazione umbra deve agire sui criteri di accreditamento, sul monitoraggio delle condizioni lavorative e sull’adeguamento delle tariffe prestazionali per evitare inaccettabili sperequazioni tra professionisti della stessa disciplina”.
“Ma l’intervento più strategico per tutto il sistema resta contenuto nel recente Decreto Liste d’Attesa, con cui il Governo ha fornito alle Regioni gli strumenti idonei per operare al meglio sul territorio. Questo provvedimento supera finalmente l’anacronistico tetto di spesa per il personale (il vecchio DL 35/2019), introducendo una deroga fondamentale che consente di assumere oltre i passati vincoli finanziari per abbattere le liste d’attesa e potenziare i servizi”.
“Le linee guida e i flussi finanziari nazionali sono stati dunque garantiti dal livello centrale; ora la palla passa interamente alle scelte programmatiche dei territori. A tal proposito, ricordiamo che la Regione Umbria, oggi guidata dall’amministrazione di sinistra, ha recentemente generato nuove entrate per circa 187 milioni di euro derivanti dall’incremento della pressione fiscale sui cittadini umbri. Dinanzi a una dote finanziaria di tale portata, l’esecutivo regionale ha la possibilità reale e immediata di incidere sul sistema sanitario, laddove vi sia una chiara volontà politica. Riteniamo che sia opportuno e prioritario orientare queste risorse proprio sulla sanità umbra, per rendere i contratti del personale economicamente ancora più vantaggiosi, soddisfare il reale fabbisogno di organico e ammodernare le dotazioni tecnologiche”.
“Sostenere l’Università degli Studi di Perugia per istituire borse di studio territoriali destinate ai corsi di laurea sanitari e tutelare le funzioni di tutoraggio è una proposta su cui siamo pronti a convergere. Ma ci auguriamo — conclude il consigliere di Fratelli d’Italia — che la maggioranza in Comune preferisca d’ora in avanti il pragmatismo e l’onestà dei dati, superando la prassi di addossare al livello nazionale responsabilità gestionali che appartengono, per legge e per bilancio, all’amministrazione regionale”.


