ARRONE – Dopo giorni di polemiche seguite al presunto attacco di un lupo a una bambina di quattro anni ad Arrone, il sindaco Fabio Di Gioia torna sull’accaduto con un lungo messaggio affidato ai social, nel quale sceglie di spostare l’attenzione dalle polemiche alle conseguenze umane della vicenda. «Cosa rimane alla fine?», è l’interrogativo da cui prende avvio la riflessione del primo cittadino, che precisa fin dalle prime righe come le sue parole «non abbiano nulla a che fare con la politica». Nel post, Di Gioia parla innanzitutto della famiglia della bambina, definendola «scossa e addolorata» e criticando chi, nei giorni successivi ai fatti, avrebbe messo in discussione il racconto dell’accaduto, arrivando persino a sostenere che le immagini della videosorveglianza fossero state alterate con l’intelligenza artificiale. Il sindaco rivolge poi un pensiero alla piccola di quattro anni, augurandosi che possa riprendersi presto dallo spavento e sottolineando come, a suo giudizio, anche il trauma vissuto dalla bambina sia stato oggetto di dubbi e polemiche.
Nel messaggio viene inoltre ribadito il ruolo delle istituzioni, che – scrive – hanno agito e continuano ad agire nel rispetto della legge. Di Gioia ricorda che nessuno ha mai parlato dell’abbattimento dell’animale, ma esclusivamente dell’eventuale cattura e del suo trasferimento nell’habitat naturale, precisando che saranno gli accertamenti previsti dalla normativa a stabilire se si tratti effettivamente di un lupo o di un altro canide. Non manca una risposta alle critiche personali ricevute in questi giorni. Il sindaco afferma di accettare i giudizi, anche quelli che definisce «pretestuosi, presuntuosi e offensivi», ma tiene a precisare un aspetto: «No, non sono un cacciatore», ribadendo il proprio rispetto per la natura e per gli animali.
Di Gioia rivendica inoltre la volontà di continuare a tutelare la sicurezza della comunità di Arrone «a prescindere dalla tipologia di animale», aggiungendo una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo e natura. «Forse è vero, la colpa non è del lupo», scrive, osservando però che può accadere che un animale perda la naturale diffidenza nei confronti dell’uomo. Un fenomeno che mette a confronto con un’altra trasformazione, quella dell’essere umano: «Può accadere – e accade molto più di frequente – che gli uomini perdano la propria umanità, trasformandosi nella bestia più feroce e temibile». Conclude il sindaco: «Sarò sempre accanto alle persone, agli ultimi, agli indifesi e anche agli animali». E, con un riferimento alle numerose polemiche online che hanno accompagnato la vicenda, chiude con la frase: «Ed ora, lupi da tastiera, sbranatemi pure».


