«Manifesti contro le forze dell’ordine, respinto il nostro Odg ma il problema resta»

L’intervento dei consiglieri di centrodestra

PERUGIA – “Il Consiglio comunale ha respinto il nostro ordine del giorno urgente sui manifesti del progetto Social Sculpture. Una scelta che, ancora una volta, dimostra la volontà della maggioranza di spostare il dibattito invece di affrontare il merito della questione. Nessuno di noi ha mai detto che i giovani non vadano ascoltati. Nessuno ha mai negato il valore di un percorso educativo o la necessità di comprendere il disagio. Su questo siamo tutti d’accordo. Il punto è un altro. E continua a essere evitato”: inizia così una nota dei consiglieri comunali di centrodestra al Comune di Perugia.
“Quei manifesti – si legge ancora – sono stati affissi negli spazi pubblici della città con frasi nude e crude, prive di qualsiasi contesto. Chi li leggeva non vedeva un laboratorio, non vedeva un percorso educativo, non vedeva una riflessione sul disagio giovanile. Vedeva soltanto un messaggio che, inevitabilmente, poteva essere percepito come un attacco alle Forze dell’Ordine. È qui che nasce il problema”.
Proseguono dall’opposizione: “Perché la comunicazione pubblica ha una responsabilità. Le intenzioni contano, ma contano anche gli effetti. E gli effetti, questa volta, sono stati sotto gli occhi di tutti: cittadini indignati e donne e uomini in divisa che si sono sentiti ingiustamente colpiti. Noi abbiamo chiesto una cosa semplice: esprimere solidarietà alle Forze dell’Ordine, verificare come quei messaggi siano stati autorizzati e affissi e fissare criteri più chiari per il futuro. Nulla di più”.
Concludono dal centrodestra: “Invece si è preferito raccontare una storia diversa, come se il problema fosse chi ha sollevato la questione e non ciò che è accaduto. Noi continuiamo a pensare che ascoltare i giovani e rispettare le Forze dell’Ordine non siano obiettivi in contrasto. Anzi. Proprio perché vogliamo che i ragazzi abbiano fiducia nelle istituzioni, crediamo che il linguaggio pubblico debba costruire ponti e non alimentare equivoci. Il nostro ordine del giorno è stato respinto. Le domande che poneva, però, restano tutte”.

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