«Servire il prossimo, costruire il futuro», il neurologo e fisiatra Zampolini nuovo presidente del Lions di Foligno

Ecco il discorso di insediamento del noto professionista folignate

FOLIGNO (Perugia) – Passaggio importante al Lion’s club di Foligno: il neurologo e fisiatra Mauro Zampolini diventa presidente e prende il posto di Avoli, con un programma che, nel solco del “we serve” dei Lions, promette impegni e azioni penetranti nel campo del sociale.
“Servire il prossimo e costruire il futuro” è il motto del mandato e di particolare interesse e grande contenuto è il discorso insediamento di Mauro Zampolini, un professionista stimato come pochi a Foligno e in tutta l’Umbria.
Umbria7 ve lo propone integralmente. Eccolo qui a seguire.

di Mauro Zampolini

Il mio pensiero più grato va ad Alberto Avoli. Caro Alberto, grazie: per il lavoro di quest’annata, per la passione e per la cura con cui hai guidato il Club. Raccolgo il tuo testimone con gratitudine e con la consapevolezza che continuità e novità non sono in contrasto, ma sono le due gambe con cui un Club cammina.
E un grazie a chi ci ha preceduto: ai past president, ai soci fondatori, a chi non è più tra noi ma ha lasciato un segno. Perché il nostro Club ha una storia lunga. Fu istituito nel giugno del 1967, e proprio nella nostra annata avremo l’onore di aprire le celebrazioni del 60° anniversario: un cammino di memoria e di visione che culminerà con la Charter Night del 2027. Tocca a noi accendere quella miccia di festa.
Il motto che ho scelto per la nostra annata è «Servire il prossimo, costruire il futuro». Sono due verbi, non uno. Servire è ciò che i Lions fanno da sempre, con concretezza il prossimo inteso nel senso cristiano e non ebraico. Costruire il futuro è ciò che ci chiede questo tempo: guardare avanti, leggere i bisogni nuovi, non avere paura del cambiamento.
E qui voglio andare al cuore del nostro programma, con una parola: fragilità.
Quando noi diciamo «We Serve», «noi serviamo», non facciamo soltanto beneficenza. Serviamo persone, e spesso persone fragili: le persone con disabilità, le persone malate, le donne in certe condizioni di vulnerabilità, persone di altri paesi. Servire, allora, non è solo sostenere economicamente. È entrare nello spirito della fragilità. È fare in modo che l’incontro con la persona fragile diventi una crescita reciproca: per chi riceve e per noi che doniamo. Perché chi serve riceve, quasi sempre, più di quanto dà.
È per questo che stasera, simbolicamente, ho voluto al nostro fianco un’associazione di persone con disabilità, l’AISM, con cui collaboro da tempo e ringrazio Annita Rondoni e Alessandro Marsili. La loro presenza è una testimonianza concreta di come noi Lions possiamo agire: non per loro, ma con loro. C’è anche l’Associazione Persefone che tanto fa per le cure palliative delle persone con tumore rappresentata da Anna Mollaioli, che ringrazio.
E mi permetto un’osservazione che viene dal mio mestiere. La disabilità non è la limitazione che una persona porta con sé: è il risultato dell’incontro tra quella limitazione e l’ambiente. La stessa persona, in un ambiente ostile, diventa più fragile; in un ambiente che la sostiene — sul piano pratico, ma anche morale ed etico — può esprimere i propri diritti, fiorire, e diventare una risorsa per tutti. Ecco ciò che vogliamo essere: per la nostra comunità, un ambiente che rende più forti.
Su questa idea poggiano i quattro pilastri della nostra annata: solidarietà concreta — dal «Dopo di Noi» al disagio giovanile, dal Banco Alimentare e Farmaceutico al sostegno alle fragilità; innovazione responsabile, per portare nella comunità l’intelligenza artificiale e la cultura digitale con spirito critico ed etico, ma anche le opportunità per l’impresa che deve innovare; cultura e memoria, perché il futuro ha bisogno di radici; e salute e prevenzione, dagli screening della vista e dell’udito alla longevità raggiungibile con la prevenzione e l’invecchiamento attivo.
Nulla di tutto questo sarebbe possibile da soli. Per questo il mio grazie più grande va alla squadra: al Consiglio Direttivo, ai responsabili dei comitati e dei service, ai nostri amici del LEO Club con i quali svilupperemo una stretta collaborazione, e a ciascuno di voi, soci. Il programma che presentiamo è ambizioso proprio perché confido in voi. Vi chiedo presenza, idee e quella generosità di tempo che è la vera moneta del volontariato.

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