Ospedale a Sabbione, ora ognuno mette bocca

Codice degli appalti alla mano, iniziano i sei mesi di fuoco del dibattito pubblico

TERNI – Stefania Proietti ha illustrato il nuovo quadro progettuale del Santa Maria che verrà. E subito si è scatenata la corsa alle dichiarazioni. Tutti i partiti, tutti gli esponenti politici, hanno voluto far sentire la propria voce sulla scelta di massima di vocabolo Sabbione come sito della nuova struttura da 600 posti letto. Così come tutti hanno voluto dire la propria sull’iter riavviato dalla Regione dell’Umbria, sulle pochissime risorse finanziarie a diposizione, sulle sorti del nuovo ospedale di Narni-Amelia, che sembra sempre di più un incomodo.

Ma la pioggia di comunicati, post e video, è niente in confronto a quanto accadrà da qui a sei mesi. Codice degli appalti alla mano, inizia la lunga fase di partecipazione che tratterà il tema della ubicazione insieme a quello della modalità di attuazione. In questa fase tutti i portatori di interesse, tutte le associazioni, tutti i comitati, potranno intervenire con documenti, suggerimenti e osservazioni. Inizia dunque una lunga fase di dibattito, perché le cose da chiarire e da mettere a fuoco non sono poche.  

Innanzitutto l’ubicazione. L’area di vocabolo Sabbione ha suscitato già più di una critica perché a ridosso di siti industriali importanti e dell’impianto di incenerimento. A Sabbione poi il clima non è dei migliori, con nebbia in inverno e caldo torrido in estate. C’è anche da sviscerare tutta la questione del piano economico finanziario. Per fare il nuovo ospedale ci vogliono almeno 550 milioni di euro e ancora non sono certi i canali di finanziamento. Si sa solo che la Regione intende coinvolgere l’Inail. Si annunciano dunque mesi roventi, compresi quelle autunnali, quando si definiranno location e finanziatori.  

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