PERUGIA – Amanda Knox intervistata da Verissimo a poco più di un mese dal diciannovesimo anniversario dal delitto di via della Pergola, in cui perse la vita la studentessa inglese Meredith Kercher. “Ero una ragazzina, così come lo era Meredith – ha detto Knox rispondendo alle domande di Silvia Toffanin – Quello che è successo è stato un incubo, per noi e per le nostre famiglie. Io ho conosciuto una brava ragazza. Ricordo che Meredith chiamava sua madre ogni giorno. Era intelligente, era brava. Si prendeva cura di me perché ero più ingenua”. E ancora: “Continuo a cercare giustizia. Io davvero non ci sono stata in casa quando era successo l’omicidio. Non avevo niente a che fare, non sapevo niente. E’ insopportabile per me l’idea che alcune persone pensino che nasconda la verità alla famiglia Kercher”. E sullo spettacolo che l’ha vista protagonista e che ha scatenato numerose polemiche ha affermato: “La famiglia di Meredith ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce che si può. La cosa che mi dispiace è che si sentano feriti dalla persona sbagliata. Il mio spettacolo non fa ridere su un omicidio. L’idea che il mio messaggio sia quello di normalizzare la violenza contro le donne è proprio falsa”. Nell’intervista si è parlato anche del rapporto attuale con Raffaele Sollecito, assolto in via definitiva insieme a Knox nel 2015: “Ci vogliamo ancora bene. Quando sono tornata in Italia abbiamo fatto finalmente il viaggio a Gubbio che dovevamo fare quella mattina. Lui spingeva il passeggino di mia figlia. Un artista di strada si è avvicinato e gli ha chiesto se la bambina fosse sua, ma lui ha risposto di no. In quel momento mi è venuto in mente che le nostre vite avrebbero potuto essere diverse”


