Bandecchi scende in pista di atletica: «Pagate i dieci euro»

Per il sindaco di Terni i ragazzi che fanno sport devono mettere mano al portafoglio

TERNI – Senza i dieci euro al mese dei giovani atleti, il Camposcuola non può andare avanti. La nuova gestione di Terni Reti richiede anche un contributo dei ragazzi che non stanno in strada o chiusi in camera.
Ne è convinto il sindaco Stefano Bandecchi che nella diatriba se sia giusto o meno chiedere soldi alle famiglie dei giovani sportivi prende le parti delle casse di Terni Reti che pure dal comune ha già ricevuto 140 mila euro per 18 mesi di gestione. Ora le famiglie sono chiamate a pagare la quota di iscrizione alla società sportiva più la quota per l’accesso al campo di atletica interamente ristrutturato con i fondi del Pnrr. Una struttura che diventa occasione di business per Terni Reti.
Ma per il sindaco è giusto così: «Trovo queste polemiche semplicemente ridicole ed espressione di una mentalità veramente retrograda e assistenzialista che non fa il bene della collettività ma che ha portato interi sistemi al collasso.
Dobbiamo iniziare a calarci nella realtà. Ogni cosa che si utilizza si consuma, e questo consumo comporta un costo oggettivo. Le docce calde degli atleti, la corrente elettrica per l’illuminazione, la pulizia degli spazi e la manutenzione delle piste non sono gratis, hanno un prezzo.
Se il Comune di Terni si facesse interamente e direttamente carico di queste spese, significherebbe scaricare i costi su tutti i cittadini ternani, compresi quelli che il Campo Scuola non lo hanno mai visto o che magari non arrivano alla fine del mese.
Applichiamo semplicemente il principio di giustizia per cui non è corretto che la collettività paghi indistintamente per i servizi utilizzati dai singoli.
Abbiamo restituito il Campo Scuola alla città rendendolo un impianto sicuro, moderno, curato da Terni Reti e vederlo finalmente animato dai ragazzi è una gioia e una soddisfazione per tutti. È sacrosanto che chi concretamente utilizza questi spazi paghi la quota dei 10 euro al mese che serve a coprire i costi vivi e a mantenere la struttura, appena rimodernata, a livelli di eccellenza. Mi dispiace per chi si aspettava altro ma non possiamo fare regali a spese dei contribuenti».

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