TERNI – La partita per il futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto entra nella fase decisiva. Con la scadenza del 18 settembre si è conclusa la fase di presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisizione dell’istituto umbro, attualmente controllato da Mediocredito Centrale.
Secondo le indiscrezioni di stampa, sarebbero quattro le offerte arrivate sul tavolo del venditore. Tra i gruppi indicati nelle diverse ricostruzioni giornalistiche figurano Banco Desio, UniCredit, Crédit Agricole, Credem e CF+, anche se non è ancora stata confermata ufficialmente la composizione definitiva dei partecipanti alla procedura.
L’operazione riguarda l’85% del capitale della Cassa e arriva dopo il mancato perfezionamento della precedente acquisizione da parte di Banca del Fucino. La nuova procedura punta a individuare un acquirente in grado di garantire continuità e prospettive di sviluppo a un istituto che conserva un significativo radicamento nel mercato bancario dell’Italia centrale.
La Cassa di Risparmio di Orvieto dispone di una rete di 41 filiali distribuite tra Umbria, Lazio e Toscana e di una raccolta complessiva di circa 1,79 miliardi di euro. Numeri che ne fanno una realtà di interesse per gli operatori intenzionati a consolidare o ampliare la propria presenza sul territorio.
Tra questi, Banco Desio vanta un rapporto con l’Umbria che risale a oltre un decennio fa, quando il gruppo lombardo acquisì il controllo della Banca Popolare di Spoleto, avviando un’importante fase di espansione nel Centro Italia. Un legame con il territorio che trova espressione anche nella presenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, socio di minoranza di Banco Desio.
L’interesse dei diversi gruppi bancari si inserisce in un contesto di progressiva trasformazione del settore del credito, nel quale le operazioni di aggregazione rappresentano un’opportunità per ampliare la presenza commerciale e rafforzare i servizi destinati a famiglie e imprese.
La parola passa ora a Mediocredito Centrale, chiamato a esaminare le proposte ricevute e a individuare il percorso per la cessione. Secondo le ultime indiscrezioni riportate dalla stampa nazionale, UniCredit avrebbe presentato un’offerta nell’ordine di 110 milioni di euro, mentre non sono ancora noti i dettagli economici e industriali delle altre proposte.
Al di là degli aspetti finanziari, il futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto rappresenta un passaggio significativo per il sistema bancario umbro. Il mantenimento del rapporto con famiglie e imprese, la valorizzazione delle professionalità e la continuità della presenza sul territorio saranno elementi di particolare attenzione nella nuova fase che si aprirà con l’individuazione del futuro azionista di controllo


