Cristiana Pegoraro, il mondo negli occhi e Terni nel cuore

A Palazzo Gazzoli la pianista ternana ha ripercorso una vita tra concerti, incontri e grandi palcoscenici: «Non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti»

E.C.

TERNI – Per una sera, i grandi palcoscenici del mondo sono sembrati molto più vicini a Terni. A portarli a Palazzo Gazzoli è stata Cristiana Pegoraro, pianista e compositrice ternana che ha trasformato la propria esperienza internazionale in un racconto fatto di musica, ricordi, incontri e soprattutto di un legame mai interrotto con la città da cui tutto è cominciato.

Davanti a una sala gremita, Pegoraro è stata protagonista del nuovo appuntamento di “Italiani di qualità”, la rassegna della Società Dante Alighieri – Comitato di Terni. A condurre il pubblico dentro la sua storia è stato il giornalista e presentatore televisivo Alessandro Cavalieri, in un dialogo che ha alternato episodi personali e professionali, aneddoti e riflessioni. Il filo conduttore della serata è stato proprio il rapporto tra le radici e il viaggio. Perché la carriera di Pegoraro l’ha portata dalla sua Terni a Vienna, Salisburgo, Berlino e New York e poi sui palcoscenici di istituzioni prestigiose come Carnegie Hall, Lincoln Center, Sydney Opera House e Musikverein di Vienna. Ma, nel racconto dell’artista, la distanza geografica non ha mai significato distanza dalle proprie origini.
«Tornare a Terni e poter condividere la mia storia con le persone della mia città è sempre un’emozione particolare», ha raccontato Pegoraro, ricordando gli anni in cui proprio a Terni sono nati i suoi primi sogni musicali.

Una storia cominciata quando era ancora giovanissima. A sedici anni il diploma in pianoforte al Conservatorio di Terni, con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Poi la scelta di confrontarsi con realtà e maestri di livello internazionale, fino a costruire una carriera che l’ha portata a esibirsi in numerosi Paesi e davanti a pubblici diversi. Ma a Palazzo Gazzoli non c’è stato soltanto il racconto dei successi. Pegoraro ha parlato anche del lavoro quotidiano che sta dietro a un concerto, della disciplina necessaria per affrontare una carriera artistica e della curiosità come elemento indispensabile per continuare a crescere.
«La musica mi ha insegnato che non esistono traguardi definitivi», ha spiegato. «Ogni concerto, ogni composizione, ogni incontro rappresenta una nuova possibilità di imparare e di mettersi in gioco».

E proprio la musica, nel suo percorso, è diventata molto più di un’attività concertistica. Pegoraro ha composto e inciso numerose opere, ha fondato e presiede la Narnia Arts Academy ed è direttrice artistica del Narnia Festival, portando avanti un’attività che unisce formazione, produzione artistica e promozione culturale. Il suo percorso è stato accompagnato anche da oltre 50 riconoscimenti internazionali e da incarichi legati alla promozione dell’Umbria e dell’Italia. Un ruolo che, come ha raccontato durante l’incontro, sente particolarmente quando le consente di parlare della propria terra. «Portare la cultura italiana fuori dai nostri confini significa anche raccontare le nostre radici, la nostra storia e la nostra capacità di creare bellezza», ha detto Pegoraro. E tra queste radici ci sono proprio Terni e l’Umbria, luoghi che l’artista considera parte integrante della propria identità.
La serata ha avuto anche un momento particolarmente rivolto ai giovani. Nel ripercorrere le difficoltà e le soddisfazioni di un percorso iniziato molto presto, Pegoraro ha affidato al pubblico un messaggio semplice: avere il coraggio di inseguire ciò in cui si crede, accettando il lavoro e i sacrifici che ogni obiettivo richiede.

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