Dai più piccoli ai grandi, quando il tartufo è una passione di famiglia

La storia dei Cenci di Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Cerca e cavatura del tartufo una passione di famiglia: tutti pazzi per la “trifola”, il prelibato tartufo bianco tanto desiderato da cavatori e buongustai. Ne sanno qualcosa a casa Cenci a Città di Castello la capitale del tartufo dove quasi tutti i componenti della numerosa famiglia hanno un tesserino da tartufaio in tasca ed imbracciano il vanghino alla ricerca, con gli inseparabili cani, Red e Milù, del prelibato e profumato “re” del bosco. Loro sono, Diego Cenci, 46 anni, marito di Elisa Pellegrini, 37 anni, genitori di quattro figli che crescono con la passione per la secolare attività di “cavatori”. Accanto a lui, capofamiglia con il tesserino in tasca da oltre 15 anni e relativa iscrizione all’associazione Tartufai Altotevere, il figlio Mattia, 16 anni e Marco, 14 anni, dopo aver superato gli esami di rito, hanno ottenuto l’agognato lasciapassare dall’Afor (Agenzia Forestale Regionale) per poter destreggiarsi nei boschi alla ricerca del prelibato prodotto che da queste parti cresce rigoglioso in tutte le stagioni. Un piacevole hobby e divertimento all’aria aperta in un ambiente incontaminato che prediligono alla navigazione virtuale sui social e piattaforme varie. Non è finita qui. Fra qualche tempo, appena avranno compiuto 14 anni, età prevista per legge per poter iscrivere il proprio nome e cognome sul tesserino, gli altri due figli, Manuel classe 2018 e l’ultima arrivata Matilde, bellissima bambina di 18 mesi, saranno pronti per entrare a far parte della famiglia con il “vanghino”. Un vero e proprio record e straordinario esempio di rispetto delle tradizioni secolari che fanno di Città di Castello, la capitale del tartufo tutto l’anno, con il suo esercito di “cavatori”, circa 1500 nel comune e quasi 2000 nell’Alta Umbria, seconda solo a Forlì a livello nazionale in rapporto al numero di abitanti, così come la presenza di migliaia di cani di ogni razza e taglia, fra i migliori in circolazione, autentici protagonisti della “cerca e cavatura” dichiarata dall’Unesco, patrimonio dell’umanità. “Andare a tartufi ti fa sentire bene è bellissimo perché sei veramente a contatto con la natura e con i cani. Il tartufo è sempre una sorpresa e quando affiora dalla terra ti prendono i brividi e il profumo inebriante ti penetra dentro”, dichiara soddisfatto ed orgoglioso, Diego Cenci, ai nastri di partenza oggi con i familiari al seguito della stagione di cerca e cavatura del tartufo bianco che si concluderà il 31 dicembre come da calendario regionale. Diego è il primo della famiglia che ha iniziato ad andare a tartufi nel 1998 accanto alla moglie che ha questa passione,  trasmessa dallo zio tartufaio che viveva in casa con lei. Bella e per certi aspetti singolare anche la storia che li ha fatti conoscere fino all’altare. “La storia ha inizio nel settembre 2008 – prosegue Cenci – quando un giorno mi trovai in un ristorante dove vidi in bacheca un volantino con scritto vendesi cuccioli di bracco pointer, presi il numero e  chiamai ( il cane che aveva avuto i cuccioli era dello zio della mia futura moglie, tartufaio detto il “Barba” purtroppo defunto ). Il destino e la passione per il tartufo ha fatto nascere, crescere la nostra storia fino a formare la famiglia. La gioia e soddisfazione più grande non è solo trovare il tartufo, ma sapere che tutta la famiglia mi segue con il cuore  e ha la stessa passione per la cerca”, conclude il leader di una squadra davvero speciale sostenuto dalla moglie, Elisa Pellegrini, pronta ad accompagnarlo assieme ai figli in questa stagione che oggi si è aperta all’insegna di grandi prospettive: “tutti insieme anche la piccola Matilde siamo coinvolti in allegria ogni fine settimana in quella che consideriamo come una vera e propria festa nei boschi, all’aria aperta insieme ai cani lontano per un po’ dalle tentazioni virtuali di smartphone, tablet e computer.” “Nessun luogo come Città di Castello parla del tartufo e qui, dove la trifola, il tartufo tutto l’anno è un’eccellenza e non una rarità come altrove, perché è abbondante, la nostra ambizione è di raccontare ed esaltare il suo legame con la terra, il valore aggiunto inimitabile di una storia, di una tradizione, di esperienze che lo rendono unico e desiderato in tutto il mondo”, dichiarano il sindaco Luca Secondi, l’assessore al Commercio e al Turismo, Letizia Guerri, il Presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari ed il presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti, nel sottolineare con orgoglio la bella storia della famiglia Cenci e del loro amore e passione per queste secolari tradizioni: “uno spaccato di vita quotidiana e di tradizioni secolari da tramandare alle giovani generazioni”. La tendenza in aumento dei tartufai attivi e il crescente interesse per il settore si conferma nel momento in cui si avvicina la data del taglio del nastro della 46esima edizione del Salone Nazionale Bianco Pregiato”, che si svolgerà nei primi tre week-end del mese di novembre,  la manifestazione fra le prime in Italia, con cui il comune di Città di Castello e l’Ente Fiera,  proietterà nel futuro la storia di una tradizione secolare e di un prodotto prelibato ed apprezzato in tutto il mondo come lo straordinario territorio di rara bellezza che lo circonda. Nel rinascimentale centro storico della città, fra piazze, scorci “mozzafiato” e palazzi,  il gusto la passione, sperimentazione e innovazione, cultura e tradizione saranno i protagonisti del Salone Nazionale Bianco Pregiato. Saranno week-end del gusto (31 ottobre -1novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre) con il centro storico vero  regno della trifola dal profumo inebriante e inconfondibile che guiderà e attirerà i visitatori nei luoghi della città più carichi di fascino e testimonianze artistiche. Piazze e giardini incorniciati dalle dimore custodi delle opere dei maestri del Rinascimento e della contemporaneità, Raffaello Sanzio, Luca Signorelli e Alberto Burri, saranno i punti cardinali sulla bussola di buongustai e curiosi. Nei ristoranti si potranno degustare piatti al tartufo con menù speciali, lo street food con i sapori della cucina tipica italiana, umbra ed internazionale popolerà vicoli e piazze insieme a una vasta scelta di prodotti agroalimentari a chilometro zero. Irresistibili le tagliatelle tirate a mano con in matterello da braccia sapienti e gli gnocchi di patate di Pietralunga cosparsi di prelibata trifola: proverbiali i piatti della tradizione, quasi leggendari, quelli preparati per tanti anni nel corso delle varie edizioni della rassegna dallo chef Pierluigi Manfroni, il preferito da vip e volti noti del cinema, spettacolo e jet set internazionale, Monica Bellucci in testa di casa a Città di Castello. A detta degli esperti del settore, qualità e anche quantità con ogni probabilità garantiranno una stagione di grandi soddisfazioni a tavola. “Si preannuncia una buona stagione con un tartufo di qualità perché quando la terra è asciutta il tartufo diventa profumato. In Umbria ed in altotevere non ci saranno forse grandi quantità ma tanta qualità”, sottolinea, Giuliano Martinelli, presidente Cna Umbria agroalimentare. Per i prezzi è ancora presto per fare previsioni perché la ricerca del tartufo bianco si apre oggi ultima domenica di settembre e termina il 31 dicembre.

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