AU. PROV.
TERNI – Le mattonelle di porfido saltate lo scorso maggio in corso Vecchio, sono ancora appoggiate alle fioriere. «Qualcuna è sparita, ma è passato talmente tanto tempo che è un miracolo che ci siano ancora», spiegano i residenti. «Nonostante le Pec inviate al Comune per segnalare la situazione di pericolo – aggiungono – la pavimentazione è rimasta così. Più di una persona ha rischiato di cadere, ma evidentemente Palazzo Spada aspetta che qualcuno si faccia male». Un po’ come è successo in via dei Castelli e largo delle More, interdette al traffico solo dopo che una signora di 96 anni è caduta a terra e ha preteso l’arrivo della polizia locale per il riscontro delle condizioni della strada. Era la vigilia di Pasqua. La Direzione Governo del Territorio, allora, non ha potuto fare altro che dichiarare intrasitabile l’area. «Il transito irregolare della auto sulle lastre di pietra arenaria, ha prodotto la disgregazione del materiale lapideo, con formazione di pericoli ed insidie per la sicurezza della circolazione pedonale e veicolare». Il super tecnico del Comune Nannurelli, non ha documentato il transito irregolare delle auto in un’area dove solo chi ha un garage può attraversare (ce le erano 24 parcheggiate). Ci sono voluti tre mesi per sostituire le lastre irrimediabilmente compromesse. Un tempo lunghissimo per le attività commerciali, che si sono ritrovate strette tra due cantieri (da un lato quello per il recupero del mercato coperto e dall’altro per il ripristino della pavimentazione di pregio). Al termine, largo delle More e via dei Castelli sono tornate ostaggio delle soste selvagge. Come lo sono corso Vecchio, largo Elia Rossi Passavanti, via Cavour e via Garibaldi. Strade colabrodo. Buche di fronte ai ristoranti di via Cavour, all’enoteca di corso Vecchio, al bar di largo Elia Rossi Passavanti, che i ternani hanno addirittura mappato. Una sorta di App dove trovare tutte le buche del centro.
















