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SAN GEMINI – Riportare la produzione di Sangemini Fruit nei luoghi che hanno segnato la storia industriale dell’azienda e del territorio. È questo l’obiettivo annunciato da Francesco Agnello, che ha avviato la fase operativa del progetto dopo l’acquisizione della società. Nei giorni scorsi è stata formalmente inoltrata al Comune di San Gemini la richiesta relativa al capannone storico destinato alle attività produttive. Si apre così il percorso istituzionale necessario per valutare il recupero e la riattivazione di strutture che facevano parte dello storico compendio Sangemini. I capannoni e il Parco, dopo la procedura d’asta, sono stati infatti acquisiti dal Comune di San Gemini.
L’intenzione è recuperare e modernizzare gli spazi, adeguandoli alle esigenze industriali e tecnologiche attuali, per restituire loro una funzione produttiva stabile. «La nostra intenzione è riportare produzione dove la produzione già esisteva», spiega Francesco Agnello. «Quei capannoni appartengono alla storia industriale di Sangemini e Sangemini Fruit. Vogliamo recuperare quei luoghi, ammodernarli e restituire loro una funzione produttiva stabile, attraverso investimenti e un progetto industriale di lungo periodo».
Tra gli obiettivi indicati dal progetto c’è infatti anche la ricostruzione dell’indotto legato storicamente a Sangemini Fruit, attraverso servizi, forniture, manutenzioni, logistica, competenze tecniche e occupazione diretta e indiretta. «Quando parliamo di rilancio non pensiamo soltanto alle mura di un capannone o agli impianti. Pensiamo alle persone, alle imprese del territorio, alle professionalità e all’indotto che una realtà produttiva può generare», sottolinea Agnello, indicando l’obiettivo di riportare Sangemini Fruit a essere «un elemento attivo dell’economia locale».
Il piano industriale sarà sviluppato progressivamente nel corso del triennio e prevede, secondo quanto indicato dalla società, la ripresa delle attività, la modernizzazione degli impianti, lo sviluppo commerciale del marchio e la crescita occupazionale. La fase attuale è concentrata soprattutto sulla definizione degli spazi produttivi e sulla programmazione degli interventi necessari alla riattivazione del sito. L’occupazione rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, con l’intenzione di creare progressivamente nuove opportunità di lavoro e, dove possibile e in funzione delle competenze richieste, valorizzare le professionalità presenti sul territorio.
Il rapporto con il Comune di San Gemini sarà centrale nel percorso. L’Amministrazione comunale – si legge nella nota – è infatti proprietaria del Parco e dei capannoni acquisiti dopo la procedura d’asta. La richiesta presentata da Agnello costituisce quindi l’avvio formale di un percorso che dovrà svolgersi nel rispetto delle competenze dell’Amministrazione e delle procedure previste. Nell’ambito del percorso sarà valutata anche la prospettiva legata al diritto di prelazione per un eventuale futuro acquisto dell’immobile da parte di Sangemini Italia. «Abbiamo scelto di partire dagli elementi concreti: luoghi, impianti, produzione, persone e territorio», conclude Agnello. L’obiettivo dichiarato è trasformare il patrimonio industriale esistente in una nuova opportunità di investimento, lavoro e sviluppo per San Gemini e per il territorio.


