Solitudine e invecchiamento, l’allarme di Cisl: «Una volta al sindaco si chiedeva lavoro, oggi un posto in Rsa»

I numeri: 247 anziani ogni 100 giovani, una famiglia su tre è sola. Liste d’attesa infinite per le case di riposo

CASCIA – «Un tempo al sindaco le persone chiedevano un posto di lavoro. Oggi chiedono un posto in una Rsa». Le parole del primo cittadino di Cascia, Mario De Carolis, sono il manifesto dell’Umbria che invecchia. Le ha pronunciate a Roccaporena, durante la tavola rotonda promossa da Fnp Cisl Umbria, Fnp Santa Rita e Cisl Umbria, nella giornata dedicata a Santa Rita, patrona dei pensionati Cisl. Centrale il tema della solitudine e e dell’invecchiamento: l’emergenza silenziosa delle aree interne. «Parlare di solitudine in Umbria significa parlare di una trasformazione demografica profonda», ha detto Dario Bruschi, segretario generale Fnp Cisl Umbria. «Da una parte l’invecchiamento accelerato, dall’altra lo spopolamento. Non sono statistiche: sono paesi che si svuotano, servizi che scompaiono e persone che restano sempre più sole».I numeri sono impietosi: l’Umbria è tra le regioni più anziane d’Italia con un indice di vecchiaia di 247 anziani ogni 100 giovani. Una famiglia su tre è composta da una sola persona. Nei piccoli comuni dell’Appennino ogni servizio che chiude è un pezzo di socialità che se ne va. «Quando chiude una scuola, riduce l’attività un ambulatorio o abbassa la saracinesca l’ultimo negozio di paese non perdiamo soltanto un servizio. Per molti anziani perdiamo l’unico luogo di incontro quotidiano», ha aggiunto Riccardo Marcelli, segretario regionale Cisl, che ha moderato il dibattito. «La solitudine non è un disagio individuale: è una questione sociale e sanitaria».C’è poi il digital divide. Come ricordato da Giancarlo Monsignori, presidente Adiconsum Umbria, circa il 20% degli umbri ha difficoltà con strumenti digitali e identità digitale, rischiando di restare escluso dai servizi.Ma l’allarme più forte è sulle RSA.«Le difficoltà sociali, la carenza di servizi e la solitudine finiscono per tradursi in nuove fragilità e malattie – ha dichiarato Angelo Manzotti, segretario generale Cisl Umbria -. È arrivato il momento di passare dalle analisi alle proposte. Chiediamo alla Regione di programmare, insieme alle Zone sociali, la nascita di nuove RSA. Oggi le liste di attesa sono lunghissime e le famiglie faticano a trovare risposte».«La questione delle RSA – prosegue Manzotti – riguarda non solo gli anziani di oggi ma anche quelli di domani. I caregiver del futuro saranno a loro volta persone anziane. Servono programmazione, investimenti e una rete di servizi capace di accompagnare le comunità in questa transizione demografica».Alla giornata ha partecipato anche Silvano Giangiacomi, segretario Fnp Cisl Marche, nel solco del patto di gemellaggio tra le due regioni.In chiusura, la Fnp Cisl Umbria ha premiato i dirigenti pensionati che hanno compiuto ottant’anni, rinnovando l’impegno: fare del contrasto alla solitudine una priorità regionale

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