Bandecchi a un passo dal baratro

Con soli 15 voti in consiglio, o si inventa qualcosa o va a casa

TERNI – Gli avversari politici e chi non sopporta Stefano Bandecchi hanno già messo lo spumamente in frigo, per brindare. Perché il sindaco è a un passo dal baratro. Ha soli 15 voti organici in consiglio, quando ne servirebbero almeno 17 per avere la maggioranza. Giovedì ha cacciato quelli del gruppo Con Bandecchi per Terni. E qui Stefano Bandecchi ha fatto male i conti. Ha pensato fino all’ultimo che Federica Mengaroni si sfilasse da Andrea Sterlini, Andrea Colasanti e Marina Severoni. E invece i quattro sono rimasti compatti. Tutti e quattro hanno imboccato la strada dell’uscita secondo i maligni guidati dall’ex vicesindaco Riccardo Corridore. Lasciando Bandecchi senza maggioranza e senza numero legale. Un disastro al quale ora è difficile riparare. Occorre allargare in consiglio comunale i consensi. Finora Francesco Ferranti e Valdimiro Orsini sono stati “semi oppositori”, hanno votato spesso con Bandecchi. Ferranti condivide con Bandecchi il governo della Provincia e per questo è stato anche sospeso da Forza Italia. Valdimiro Orsini ha condiviso con Bandecchi un bel po’ di cda, ad iniziare da quelli della Sii e di Asm.
Ma da qui a entrare in maggioranza in maniera organica ce ne corre. Se Ferranti votasse il bilancio e in maniera sistematica gli atti della giunta Bandecchi sarebbe definitivamente espulso da Forza Italia partito nel qualche milita da almeno 25 anni.
Ancora più complicata la vicenda di Orsini. Lui e il gruppo che fa riferimento a Eros Brega nelle scorse settimane hanno chiesto un accordo politico a Stefano Bandecchi. Un’intesa per la fine della legislatura ma anche una alleanza per le prossime elezioni. Ma Bandecchi non se l’è sentita, ha preferito tenersi le mani libere. Pensando che con i quattro consiglieri di Con Bandecchi per Terni, che all’epoca davano i primi segni di insofferenza, fosse possibile andare avanti.
Considerazioni sbagliate che ora spingono Stefano Bandecchi a dire di essere persino disposto a mollare Terni e a dedicarsi solo alla politica nazionale. E pensare che nei piani di Bandecchi di quattro anni fa Terni doveva essere un trampolino di lancio e non un fallimento.

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